Sono giorni di caos per la politica italiana. Il Governo è sempre più spaccato, come del resto è giusto che sia vista la sua natura eterogenea, con linee di pensiero interne incompatibili. Il leader della Lega Matteo Salvini ha persino minacciato la crisi di Governo nell’ultima settimana. La Lega si sta opponendo a una riforma della legge elettorale in senso proporzionale. Nonostante la sua presenza nell’esecutivo di Mario Draghi, Salvini non vuole smontare la coalizione storica del centrodestra. Un parlamentare di peso della Lega avrebbe sussurrato, secondo quanto racconta Repubblica: “Per Matteo è meglio fare il ministro dell’Interno in un governo Meloni che niente in un Draghi bis”.
Il tavolo su cui PD e Lega stanno discutendo in merito alla legge elettorale per ora è ancora informale, ma il leghista Roberto Calderoli è partito da due punti fermi: il vincolo di coalizione e il premio di maggioranza. L’impianto della nuova legge sarebbe proporzionale, ciascun partito corre per sé e presenta i suoi candidati, però dentro una coalizione dichiarata prima del voto, un po’ come succede nel sistema delle elezioni comunali. Letta resta con Conte, Salvini resta con Meloni e Berlusconi.
Se il leghista avesse ragione, vorrebbe dire che Salvini è pronto ad abbandonare Palazzo Chigi e l’eventualità di partecipare ad un “Draghi bis”, preferendo piuttosto aggiudicarsi il Viminale nel possibile governo di Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia ed attualmente in testa nei sondaggi politici. Il che fa presagire la vittoria del centrodestra alle prossime elezioni che si terranno nella primavera del 2023. Salvini starebbe cercando di svincolarsi dall’incubo di essere definito uomo di lotta e di governo e dalle critiche del mainstream.
Il vertice del Carroccio non ha mai dimenticato l’alleanza con Giorgia Meloni, e il governo con PD e Movimento 5 Stelle, evidentemente, gli sta sempre più scomodo. Dovesse arrivare a uscire dalla maggioranza, pagherebbe un prezzo interno, non necessariamente ne guadagnerebbe voti, ma certo la coalizione su cui punta per il suo futuro non sarebbe a rischio. Se i voti del 2023 confermeranno che i gradimenti sono a favore del centrodestra, l’obiettivo di Salvini potrebbe essere collaborare con la Meloni riprendendo le redini del Ministero dell’Interno, sobbarcandosi la dura sfida della lotta all’immigrazione incontrollata, con cui il leghista sta ancora ancora facendo i conti.
