Gasparri demolisce la sinistra: “sono parassiti sulla pelle degli altri”

Il senatore azzurro Maurizio Gasparri è esterrefatto dalla campagna elettorale che sta conducendo la sinistra in vista delle elezioni politiche del 25 settembre 2022. Nessuna proposta concreta di aiuto alla crisi italiana, se non battaglie ideologiche sterili come il matrimonio gay ed il ddl Zan. «La sinistra è un parassita che sopravvive solo sulla pelle degli altri», ha detto senza mezzi termini l’ex ministro delle Comunicazioni. «Senza uno straccio di proposta, sta conducendo questa campagna elettorale a colpi di insulti e menzogne. La flat tax non solo è realizzabile, è la soluzione per continuare ad agganciare la ripresa. Non è vero che favorisce i redditi alti, perché abbiamo previsto un meccanismo di progressività, contribuendo ad eliminare l’evasione e aumentando il gettito per lo Stato».

Le spese degli italiani sono aumentate notevolmente, specie dopo i rincari di quest’anno sui carburanti e su luce e gas, ma nessuna mano tesa dal PD per una soluzione efficace o quantomeno che sia in grado di lenire le difficoltà economiche dei cittadini. Gasparri correrà nel collegio proporzionale di Lazio 2, al Senato; è convinto che la sinistra sia al tramonto e che il centrodestra sia in procinto di salire al Governo. «Si rassegnino. Non solo introdurremo la flat tax, ma attueremo una riforma fiscale che punti a ridurre tasse che invece la sinistra vuole aumentare, puntando poi all’azzeramento dell’IVA per i beni di primissima necessità. Una riforma all’insegna dell’equità e dell’equilibrio, principi estranei a una sinistra sanguisuga», ha dichiarato, secondo quanto racconta Secolo d’Italia.

Peraltro non tutti nel PD si sono dimostrati coesi con il partito. Ad esempio Saverio Mazza, un esponente della direzione torinese del Partito Democratico, si è «autosospeso» dal partito, pretendendo che fosse «rivalutata la decisione di candidare Laura Castelli nella coalizione di centrosinistra in Piemonte. I motivi sono noti e non c’è bisogno di elencarli». L’ex grillina, adesso facente parte dello pseudo-partito di Luigi Di Maio dal nome “Impegno civico”, ha attaccato per anni e con una certa frequenza i piddini piemontesi, beccandosi persino una condanna per diffamazione aggravata verso una loro militante e candidata, che aveva calunniato additandola di essere in legami particolari con Piero Fassino.

Enrico Letta è con le spalle al muro e non può fare altro che puntare tutto sui morsi velenosi ai colleghi più “lontani” e più “vicini”, dal Centrodestra a Conte e Calenda. Di disastri ne ha combinati troppi ed è stato persino fischiato al Meeting di Rimini parlando di scuola: «Occorre portare l’obbligo scolastico fino alla fine delle superiori». La proposta del leader dem di allungare l’obbligo scolastico non è piaciuta alla platea.

CC

Condividi l'articolo!
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
Share on print
slot gacor slot gacor slot gacor https://penjastoto.com/ penjas69 prediksi hk slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot mahjong