La svolta Ue sull’energia se ci sarà non arriverà prima di novembre: Price cap, piattaforma di acquisti congiunti e nuovo mercato del gas non vedranno la luce prima di un mese, e in mezzo una sequela di incontri tra i 27 e la Commissione europea. Il primo appuntamento è il Consiglio informale Energia a Praga di domani, già in questa occasione i ministri si aspettano di vedere una bozza della Commissione presentata dalla commissaria Kadri Simson, sulla cui base avviare le trattative. La proposta legislativa vera e propria dell’esecutivo Ue sarà svelata solo nel Collegio dei Commissari di martedì 18, salvo sorprese. Saranno poi i leader Ue riuniti nel Consiglio formale del 20 e 21 a dettare l’indirizzo politico e dare la spinta necessaria per far progredire il dossier energia. Nell’ultimo summit cui prenderà parte il premier Mario Draghi potrebbe convincere i più a spianare le strada al tetto al prezzo del gas. Il 25 ottobre i ministri si riuniranno di nuovo per un Consiglio Energia e la presidenza ceca ha annunciato un nuovo incontro straordinario a novembre che dovrebbe approvare le misure concordate tra Commissione e Stati. Questa la road map che dovrebbe portare a una soluzione alla crisi energetica sempre più incalzante: “Avanzeremo come Commissione nelle prossime due settimane una proposta per domare i prezzi dell’energia e limitare i prezzi dell’elettricità” ha promesso la presidente Ursula von der Leyen.
“L’obiettivo è ridurre il prezzo a un certo livello senza mettere in pericolo la sicurezza dell’approvvigionamento”. Il punto è sempre quello: come convincere la riluttante Germania e la scettica Olanda a calmierare i prezzi del metano importato. La Commissione, costretta a destreggiarsi tra le richieste tedesche e il fronte del price cap, sta intanto cercando di stringere accordi con i partner affidabili di gas e Gnl: con la Norvegia ha già intensificato le trattative per un corridoio a prezzi più bassi e la Commissaria Kadri Simson è ora in Algeria per degli incontri volti a potenziare le relazioni con il Paese nordafricano. Poche ore prima la presidente von der Leyen si era recata in Estonia per inaugurare il progetto di riconversione dell’impianto di Ida-Viru, uno dei più inquinanti del Paese, finanziato con 354 milioni di euro dall’Ue: “Il modo migliore nel tempo per sbarazzarsi di qualsiasi tipo di ricatto dalla Russia è accelerare la transizione pulita con le energie rinnovabili”, ha affermato von der Leyen, che ha ricordato l’avvio del mega parco eolico del Mar Baltico che entro il 2030 dovrebbe fornire energia per sei milioni di famiglie.
