Letta cerca il coordinamento delle opposizioni ma per il momento il Pd è solo

All’indomani del via libera al governo Meloni, Enrico Letta ha riunito la Segreteria e dal Nazareno è arrivata una sterzata alla strategia: gli atteggiamenti del M5S e, soprattutto, del Terzo polo hanno messo in chiaro che per il momento di una cabina di regia delle opposizioni non si parla; quindi, intanto avanti da soli, col lavoro nelle Aule. Per Francesco Boccia “Matteo Renzi fa interposizione fra maggioranza e futuri approdi e quando fa opposizione fa opposizione all’opposizione”. D’altronde, Carlo Calenda lo ha detto chiaramente: “Non esiste uno spazio per l’unità delle opposizioni invocata da Letta”. Anche i rapporti fra Pd e M5S sono piuttosto burrascosi e non aiutano i sondaggi, che fotografano un testa a testa: secondo una rivelazione sulle intenzioni di voto realizzata da Alessandra Ghisleri di Euromedia Research per Porta a Porta, con il 17.3% (+1.1%) il M5S supera il Pd che ha il 17% (- 2%) e Azione-Iv è data all’8.3% (+0.4%).

E allora, intanto il Pd farà da sé: “Deve essere molto forte nel lavoro in Parlamento” spiegano dal Nazareno “a partire dalla legge di Bilancio e nell’individuazione delle battaglie nel Paese. Il programma, con il focus su lavoro e giustizia sociale, diritti e conoscenza e sostenibilità ambientale, è una eccellente base di partenza”. Il lavoro si dovrà intrecciare a quello del Congresso, che “non sarà un ennesimo cambio di segretario ma qualcosa di più profondo, sarà a tutti gli effetti costituente e nascerà il nuovo Pd”. Il percorso è quello indicato da Letta quando, nei giorni successivi alle politiche, ha annunciato che avrebbe lasciato la guida del partito, fissando a marzo (e uno dei giorni possibili potrebbe essere il 12) il momento in cui sarà scelto chi gli succederà. Il punto della situazione dopo l’insediamento di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi è stato sintetizzato da Letta, quando si è detto “sconcertato per le prime mosse del Governo”, soprattutto per “l’innalzamento del tetto del contante” definita “una scelta dissennata”. L’impressione, spiegano dal Nazareno, è che “la premier abbia voluto dare un contentino alla Lega: ok alla soglia alta ma, in cambio, niente quota 101, niente flat tax modello Carroccio, niente accondiscendenza verso le mille promesse elettorali irrealizzabili. Semplicemente per un motivo: le risorse non ci sono”. L’obiettivo di Letta è far procedere in tandem l’attività di partito e di opposizione parlamentare: “Il dibattito congressuale dovrà legarsi all’agenda nel Paese e in Parlamento”.

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