Migranti, FdI: non solo Francia e Germania si tutelano, anche l’Italia ha diritto di dire no

Il neo capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Tommaso Foti è intervenuto sul tema immigrazione in una intervista rilasciata al Tempo, rivendicando il diritto dell’Italia di tutelare le proprie esigenze, proprio come fanno gli altri Paesi dell’Unione Europea. “Dalla difesa all’energia, l’Europa ha perso troppe occasioni. Bisogna distinguere tra migranti economici e profughi. I primi vanno accolti e nessuno lo mette in discussione. Sui secondi bisogna rivedere tutto, perché l’Italia non può diventare l’hotspot dell’Ue. Bruxelles in questi anni ha perso troppe occasioni: sicurezza comune, politica energetica, politica estera. Gli Stati membri si muovono in ordine sparso”, commenta Foti, stanco dell’inerzia dell’Europa di fronte all’emergenza immigrazione.

“Se l’Italia si irrigidisce sui migranti nascono polemiche che durano settimane, se Germania e Olanda sono contrarie al tetto al prezzo del gas perseguono legittimamente la loro politica energetica e tutelano le proprie esigenze. Loro possono tutelare l’interesse nazionale e noi no? O siamo tutti legittimati a farlo o abbiamo torto tutti. In Europa c’è chi può dire sempre di no. Anche il diritto di veto, con un Unione di 27 Paesi, non ha più senso perché porta solo a soluzioni di compromesso”, precisa il capogruppo FdI alla Camera.
Le promesse dell’Unione Europea sono rimaste parole al vento: nessun intervento efficace è stato ancora messo in campo in merito ad una reale equidistribuzione dei migranti. Il risultato? Tutti vogliono attraccare in Italia e gli hotspot sono al collasso. Coloro che provano a varcare il confine verso gli altri Paesi europei spesso vengono rispediti indietro.

Foti dice la sua anche sul tema economia, ricordando che l’azione politica di Giorgia Meloni è stata apprezzata dai sindacati e che non è semplice rimettere insieme i pezzi dei disastri amministrativi precedenti. “Dal 2018 a oggi il debito pubblico è aumentato di 400 miliardi. E questo ci dà poche possibilità di manovra. L’unica soluzione è spingere il Pil verso l’alto e non finire nella stagnazione europea che potrebbe manifestarsi nel primo semestre del prossimo anno. Non possiamo permetterci azzardi, ci vuole poco per scassare i conti pubblici. Non c’è un solo indice che dica che il 2023 sarà un anno facile, nonostante l’Italia sia posizionata meglio del previsto. Nella legge di Bilancio daremo dei segnali chiari, ma non possiamo far finta di nulla. Tutte le risorse andranno per contenere il caro-bollette, il resto dovremo farlo con compensazioni”.

CC

 

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