Nel Pd si fa strada l’ipotesi di anticipare il congresso 

Ogni giorno l’ipotesi di anticipare i tempi del Congresso del Pd fissando la data delle primarie a metà febbraio diventa più forte e concreta. Il primo appuntamento sarà sabato prossimo, quando è stata convocata l’Assemblea nazionale del Pd per la ratifica delle modifiche procedurali proprio del percorso congressuale. Non è detto che sia già questa l’occasione per sancire il nuovo timing perché prima è necessario si tenga una Direzione, però il pressing per accelerare il percorso è insistente: sono arrivate a 600 le firme per l’appello lanciato da alcune esponenti Pd e con il quale si chiede di accorciare il cammino congressuale che ora prevede le primarie il 12 marzo e che potrebbero appunto essere anticipate di circa un mese mentre potrebbe essere fissata per dicembre la data di una nuova Assemblea, questa volta in presenza, dove si confronterebbero i candidati e le mozioni, dopodiché scatterebbe la campagna elettorale. Sull’anticipo, non tutti sono però concordi: l’ex segretario Nicola Zingaretti è perplesso: “Quello che dobbiamo fare al più presto è organizzare l’opposizione”.

In attesa della formalizzazione di un nuovo calendario, il Pd è alle prese con il rebus delle alleanze in vista delle regionali. La maggioranza deve ancora chiudere la partita nel Lazio dove ha dato la sua disponibilità a scendere in campo il vicepresidente della Camera di FdI Fabio Rampelli: “Ne prendo atto ma non c’è nessun accordo”, mette in chiaro l’azzurro Antonio Tajani ma anche Giorgia Meloni non ha deciso se puntare su Francesco Rocca, presidente della Croce Rossa. Per il centrosinistra, invece, la costruzione dell’alleanza è ancora in alto mare: dopo il no del M5S alla candidatura di Alessio D’Amato nel Lazio, la possibilità di riproposizione di un campo largo sembra essere in salita mentre potrebbe prendere corpo una fronte che possa unire i Verdi e Sinistra Italiana al M5S. Ma non tutti hanno gettato la spugna: “Ho fiducia in D’Amato: chiedo anche a lui di sforzarsi di allargare l’alleanza”, dice Zingaretti. Sinistra Italiana attende le mosse dei prossimi giorni con un occhio a domani quando si riunisce la direzione del Pd del Lazio per decidere anche sulle primarie.

Per il Pirellone dopo il no di Carlo Cottarelli, di Giuliano Pisapia e del sindaco di Brescia Emilio Del Bono, sabato è sceso in campo il dem Pierfrancesco Maran giocando d’anticipo sulla decisione di Pierfrancesco Majorino. Comunque nel Pd lombardo la strada è ancora da definire e le prossime settimane ci diranno se sarà lui il candidato o se ci saranno o meno delle primarie.

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