Caso Soumahoro: i volti oscuri della accoglienza degli immigrati!

Cos’è il cinismo? È quella dottrina che ti consente di avere un atteggiamento del tutto indifferente
verso ciò che ti circonda, e quando possibile, di sfruttarlo a tuo comodo e tornaconto. E nel far
questo, giustificare il tutto con il facile alibi che: “anche se non lo faccio io lo farà un altro!”.
Però anche il cinico peggiore, ogni giorno guardandosi allo specchio sa che a se stesso non può
mentire, e nel suo intimo si vergogna. Ne ho conosciuti tanti così, e tutti alla fine in un modo o l’altro
hanno dovuto abbassare lo sguardo.

Ho atteso diversi giorni prima di decidermi a scrivere queste righe, cercando di capire quanto più
possibile il caso del Deputato Aboubakar Soumahoro e le notizie che emergono sulla sua famiglia
riguardo la gestione delle loro organizzazioni di assistenza e accoglienza ai migranti; ma ogni giorno,
vengono fuori notizie nuove, e una peggiore dell’altra, raccontando un quadro tanto squallido
quanto agghiacciante, non solo perché in danno di immigrati fra i quali molti minorenni, ma
soprattutto perché ad approfittarsi di questi, è chi invece avendo vissuto sulla sua pelle (almeno
questo è quel che ha sempre sostenuto lo stesso Soumahoro) questo dramma, ha costruito un
piccolo impero sfruttandoli a sua volta.

Aboubakar Soumahoro è diventato noto al grande pubblico grazie a qualche comparsata in tv o sui
giornali, nei quali andava urlando sulle sue battaglie contro lo sfruttamento di immigrati nei campi
dal caporalato, o dalle strutture di accoglienza dove spesso erano mal tenuti mal nutriti e male
assistiti. Tutto molto bello, una lotta giustissima e sacrosanta, ed era altrettanto giusto che fosse
proprio chi come lui aveva la stessa provenienza e provato le stesse sofferenze e avesse detto basta
a tutto questo, rivendicando giustizia. Ma cosa ha ottenuto o raggiunto con queste battaglie?
Niente, non è cambiato niente per quelle persone, per lui e il suo retaggio invece molto.
Poi diventa ancor più famoso venendo eletto in Parlamento, nelle file del gruppo Sinistra Italiana di
Nicola Fratoianni ed Europa Verde di Angelo Bonelli che lo volle candidare a tutti i costi in un collegio
blindato. Candidatura giudicata inopportuna da diversi esponenti di SI, fra i quali 10 dirigenti della
Puglia che informarono di cose poco chiare sul suo conto, e dalla Senatrice Elena Fattori che disse
testualmente riguardo ai centri di accoglienza Karibu e Aid “li non ci farei stare nemmeno i cani!”.
Sui banchi della Camera dei Deputati, Soumahoro ha dato sfoggio e sfogo spesso a tutta la sua
veemenza, condita con un pizzico di arroganza già fin da subito, specie contro il Governo e in
particolare verso Giorgia Meloni.
Oggi scopriamo che tutta quella veemenza e arroganza, dovrebbe rivolgerla ad altri.
Sui giornali e le tv ormai non si parla di altro che dello scandalo che riguarda Marie Thérèse
Mukamitsindo e Liliane Murekatete, rispettivamente la suocera e la moglie del deputato
Soumahoro, e le indagini che riguardano loro (al momento è iscritta nel registro degli indagati solo
la suocera), con diverse ipotesi di reati a vario titolo, che però aumentano di giorno in giorno con
sempre nuove notizie. Una storia non brutta, ma bruttissima, e sta creando un gigantesco imbarazzo
a coloro che lo hanno voluto candidare, e ora sono nell’occhio del ciclone dei loro rispettivi partiti
che chiedono a gran voce se ne assumano la piena responsabilità.

Fra le altre notizie, se ne è aggiunta anche una che riguarda il cognato di Soumahoro, che si è saputo
ha aperto un resort in Ruanda, si sospetta forse con i fondi sottratti con i quali si sarebbero dovuti
pagare gli stipendi e le spese dei centri gestiti dalla suocera e la moglie.
Ma la domanda che tutti si pongono giustamente è: ma quante altre cose ancora non sappiamo e
quante ne usciranno? Ma soprattutto, è forse credibile che il deputato Soumahoro non sapesse
nulla di quella situazione? Sarà un caso, forse solo un caso, ma gli uffici della Karibu e del consorzio
Aid gestiti appunto dalla suocera e dalla moglie, hanno la sede negli stessi uffici della Lega Braccianti
fondata e diretta dallo stesso Aboubakar Soumahoro.
E pensare che durante la sua presidenza alla Camera dei Deputati, Laura Boldrini premiò Marie
Thérèse Mukamitsindo (la suocera) nel 2018 come miglior imprenditrice straniera dell’anno proprio
per la Karibu; e la Boldrini ci ha mai fatto un giro in quei centri? E se dunque tali voci non poche si
sono alla luce dei fatti rivelate fondate, a che titolo quindi venne conferito il premio? Ma chissà
perché questo non ci stupisce.
Il deputato Soumahoro in questi giorni ha domandato a tutti il perché e il tempismo di questa
indagine, che arriva ad appena due mesi dalla sua elezione. In realtà, l’indagine sembra essere
partita molto tempo prima ed è ancora in corso; ma il forte sospetto del tutto legittimo riguardo a
tal quesito, semmai è: magari il deputato ben sapendo della situazione, abbia preso al balzo
l’occasione di farsi candidare ed eleggere, per avere il fondoschiena parato con l’immunità
parlamentare? Anche questa è una legittima domanda che meriterebbe una risposta, perché al
quesito di cui sopra ripetuto a più riprese da Soumahoro la risposta è molto semplice: ora essendo
lui un soggetto di pubblico dominio, è molto facile finire al centro di ogni curiosità e ogni
informazione che lo riguardi da vicino, e nel suo caso, possiamo dire da vicinissimo.
In tutta questa vicenda oltre allo squallore che sta emergendo, si è aggiunto anche il grottesco, con
toni spesso anche ridicoli, e tutto ad opera dello stesso Soumahoro: prima un suo video sui social
con tanto di lacrime e accuse di volerlo distruggere da parte di non ben precisati nemici; poi le
risposte date durante trasmissioni e interviste in tv, giustificando i soldi con i quali ha potuto
accendere un mutuo per l’acquisto di una villa a Casalpalocco zona altolocata del litorale romano
grazie a un libro da lui pubblicato (figuriamoci se questo bastasse); ma ancor peggio, alla domanda
del giornalista Formigli riguardo alla moglie che sfoggiava abiti e accessori di lusso in lussuosi
alberghi, rispose che “l’eleganza e la moda sono un diritto”: certo a chi non piacerebbe indossare
abiti orologi di lusso e viaggiare magari in Ferrari? Ma questi non sono diritti, mentre essere pagati
per il lavoro svolto si.

Ovviamente noi speriamo che il deputato Aboubakar Soumahoro e la sua famiglia, possano chiarire
pienamente ogni aspetto di questa vicenda, anche perché giustamente le indagini sono ancora in
corso, e altrettanta speranza abbiamo che queste facciano piena luce e chiarezza su tutta questa
triste e squallida vicenda.
Ma di certo i contorni sono tali e tanti, che è francamente difficile non restare sbigottiti, soprattutto
se si pensa, qualora fosse tutto vero, che noi contribuenti grazie a Fratoianni e Bonelli, dovremo
pagare un lauto stipendio ad un simile personaggio per gli anni a venire e con tanto di vitalizio futuro
del quale godrà molto probabilmente anche la moglie.
Andrea Franchi

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