“La disperazione non può mai giustificare condizioni di viaggio che mettono in pericolo la vita dei propri figli”. Il giorno dopo il naufragio del Crotonese, con 63 vittime finora accertate, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ribadisce la linea del Governo: per evitare tragedie bisogna fermare le partenze lavorando con i Paesi di provenienza e chi entra in Italia lo deve fare attraverso i canali legali, non su barconi insicuri. La premier Giorgia Meloni, intanto, ha scritto una lettera al Consiglio e alla Commissione Ue: “Serve un’Europa che, oltre a dichiarare la sua disponibilità, agisca e in fretta”, ma da Bruxelles fanno sapere che non è sul tavolo alcuna proposta di una missione navale europea per il salvataggio dei migranti. Il titolare del Viminale è intanto volato a Parigi per un bilaterale con il collega francese Gerald Darmanin: entro marzo ci saranno missioni congiunte Italia-Francia in Libia e Tunisia. Per Piantedosi, reduce dalla visita a Crotone, tutto quello che si poteva fare per evitare il naufragio è stato fatto. Nulla c’entra, poi, ragiona, il decreto Ong, il punto su cui lavorare è quello di bloccare le partenze: nelle settimane scorse esponenti del Governo sono stati in Turchia, Libia e Tunisia proprio per stringere accordi con le autorità locali. L’Italia, intanto sta rafforzando i canali di ingresso regolari.
Dall’opposizione parte un fuoco di sbarramento contro quello che viene visto come un tentativo di colpevolizzare le vittime. “C’è da inorridire alle parole di Piantedosi che non sa dire altro, di fronte a una tragedia come quella di Crotone, che bisogna bloccare gli sbarchi”, attacca il segretario di + Europa Riccardo Magi. Per il leader di Azione Carlo Calenda si tratta di “parole indegne dette con una prosopopea insopportabile”. Nicola Fratoianni sottolinea che “si travalica il confine della decenza”, mentre Angelo Bonelli, definisce “scandalose” le dichiarazioni di Piantedosi: “Un misto di cinismo e assenza di rispetto. Provo vergogna io per lui che le ha pronunciate”. Duro anche Gaetano Amato (M5S): “La colpa secondo lui è tutta di chi parte, ignorando le ragioni che spingono a fare una scelta così rischiosa. Come ha potuto esprimersi così davanti a 60 morti tra cui 14 bambini?”. Per la neo segretaria del Pd Elly Schlein quella di Crotone è “un’altra strage che pesa sulle coscienze di chi pochi giorni fa ha approvato un decreto che impedisce i salvataggi in mare quando occorrerebbero vie legali di ingresso in Europa”.
