Calenda: il Terzo Polo rappresenta riformisti, liberal democratici e popolari. Partito unico? In cantiere

Le primarie hanno incoronato Elly Schlein nuova segretaria del Pd e al centro tutti sperano di intercettare il malcontento. Maria Elena Boschi è stata tra i primi a salutare la vittoria di Elly Schlein come l’avvio di una “stagione molto interessante per i riformisti” e ieri è tornata sul tema: “Come IV e Terzo Polo, possiamo rappresentare una casa accogliente per chi continua ad avere delle idee riformiste sulla giustizia, sul lavoro, la cultura, il sociale. Possiamo essere una casa accogliente” e “in molti guarderanno al Terzo polo”. Carlo Calenda ha affidato il concetto a un post che è in cima al suo profilo: “Dopo l’elezione di Schlein il campo è ben definito: Pd/5S su posizioni populiste radicali; FdI guida la destra; il Terzo Polo che rappresenta riformisti, liberal democratici e popolari. Domani partirà un cantiere aperto e inclusivo per arrivare a un partito unico. Porte aperte”. Oggi è infatti in agenda l’appuntamento del Comitato politico della Federazione che tenterà di definire una road map, ma la costruzione della “casa per i riformisti” è ancora molto indietro e il nodo principale è “il come” più che “il quando”. Dopo le elezioni politiche per Azione e Italia Viva è arrivata la costituzione dei gruppi unici alla Camera e al Senato, e, a dicembre, è nata la Federazione tra Azione e IV per realizzare il “partito unico”.

In una convivenza non sempre in discesa: il deludente esito delle regionali, in cui la Federazione si è rivelata “confusionaria” secondo un commento a caldo di Calenda, ha portato il leader di Azione ad accelerare, per sciogliere il prima possibile gli interrogativi sul futuro e avere il partito unico “in piedi prima dell’inizio della campagna per le Europee del 2024” con una “squadra compatta anche sui territori”. “Ho bisogno di capire se il nostro è stato solo un cartello elettorale per andare in Parlamento o un progetto strutturale”, ha osservato. Matteo Renzi, incalzato, ha risposto che si può anticipare, purché facendolo “bene, coinvolgendo gli iscritti, i dirigenti dei partiti fondatori ma anche le espressioni della società civile e dell’associazionismo interessate a coltivare questo percorso”, ha riunito i suoi e tracciato i confini: “Tutti i passaggi dovranno essere condivisi tra i due partiti d’origine ma anche dal maggior numero di realtà politiche interessate al percorso ma oggi esterne alla Federazione”.

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