Oggi, dopo gli scossoni cominciati con le elezioni politiche di settembre e proseguiti con il congresso del Pd, i primi due partiti italiani vedranno le proprie leader confrontarsi in Aula. Dai banchi del Governo la premier Giorgia Meloni ascolterà l’interrogazione della sua rivale Elly Schlein, appena proclamata segretaria all’assemblea nazionale del Pd. Sarà il primo botta e risposta ravvicinato a Montecitorio e la segretaria ha scelto per l’occasione un cavallo di battaglia della sua campagna per le primarie: il salario minimo. Su questo fronte non si attendono sorprese, la posizione della Premier è ben ancorata al suo discorso per la fiducia, quando lo definì “uno specchietto per le allodole”.
Più incerta è la posizione sulla ratifica del Mes, tema che sarà posto dal Terzo polo, e su cui preme Bruxelles: non si escludono, in ambienti di maggioranza, dei segnali da parte del presidente del Consiglio che dovrebbero rappresentare dei passi in avanti verso l’Ue. In Aula sarà Luigi Marattin a chiederle “se e quando intenda presentare in Consiglio dei ministri il disegno di legge di ratifica della riforma del Trattato istitutivo del Mes”. Il Terzo Polo insiste sulla “tutela della credibilità internazionale” e ricorda: “L’Italia è l’unica a non aver ancora ratificato la riforma”. La premier deve anche tornare sulla questione che sta mettendo in tensione governo e maggioranza da tempo, quella dei migranti. A chiedere spiegazioni sarà Riccardo Magi di +Europa, che dalla Meloni vuol sapere “perché le autorità italiane non siano intervenute con propri assetti” in soccorso dell’imbarcazione con a bordo 47 migranti naufragata nella notte tra venerdì e sabato. Il M5S presenterà un’interrogazione sull’aumento dei mutui delle case. Bonelli dei Verdisolleciterà la presidente sulle politiche antisiccità, invitandola a chiarire se sia favorevole al nucleare a fissione in Italia.
