In occasione del Salone del libro si è verificata una violenta protesta da parte dei manifestanti pro-aborto e maternità surrogata nei confronti della ministra Eugenia Roccella. «Quanto accaduto oggi al Salone del Libro di Torino è inaccettabile, e fuori da ogni logica democratica», ha commentato il premier Giorgia Meloni. Le urla dei manifestanti sono state talmente vergognose da impedire alla ministra di parlare. «Altrettanto inaccettabile – prosegue la Meloni – è l’operazione dei soliti noti di capovolgere i fatti. Distorcendo la realtà e giustificando il tentativo di impedire a un ministro della Repubblica di esprimere le proprie opinioni. Come al solito chi pretende di darci lezioni di democrazia non ne conosce le regole basilari».
La titolare del dicastero della Famiglia, così, non ha avuto la possibilità di disquisire sui temi all’ordine del giorno sullo scenario politico e culturale italiano, a causa dell’arroganza e degli strepiti della sinistra e delle sue battaglie ideologiche tutto fuorché “democratiche”, ma ancora una volta seminatrici di odio e intolleranza. Gli stessi valori che la sinistra decanta di voler combattere, ma che ai fatti inneggia.
Il caos è scoppiato appena la ministra ha iniziato a parlare del suo libro ‘Una famiglia radicale’, quando gli attivisti di Extinction Rebellion e le femministe di ‘Non una di meno’ si sono seduti per terra nella sala urlando i propri slogan. Così le forze di polizia sono intervenute, ma la ministra ha chiesto che nessuno venisse allontanato, invitando anche i ragazzi a salire sul palco per spiegare le ragioni della loro rabbia. Dopo l’intervento dal palco di una attivista, la ministra ha chiesto: “Lottate contro l’utero in affitto insieme a noi, contro la mercificazione del corpo delle donne, lottate contro un mercato razzista dove i figli delle donne nere costano meno di quelle bianche“. Ma i fischi non sono diminuiti e non è stato più possibile portare avanti l’incontro per gli stramazzi dei manifestanti.
