La premier Giorgia Meloni si è recata in visita nelle zone alluvionate dell’Emilia Romagna per rendersi conto con i propri occhi della catastrofe naturale e dei conseguenti danni che ha lasciato. “Siamo pronti a fare la nostra parte” ha detto con determinazione. “Il compito del governo e dello Stato, oltre all’incredibile lavoro della Protezione civile, delle forze dell’ordine, delle forze armate, dei vigili del fuoco e della guardia costiera, è garantire risposte immediate”, spiega Meloni. “Le prime risorse saranno per l’emergenza e per tutti i provvedimenti necessari ad esentare le aziende e i cittadini dal pagamento delle imposte. Bisognerà poi lavorare sugli indennizzi e sulla ricostruzione: per questo saranno prima necessarie una stima completa e una semplificazione per quando riguarda le procedure”.
L’azione dell’esecutivo per fronteggiare l’emergenza alluvione si articolerà in due fasi. I primi fondi stanziati, tra i 100 e i 200 milioni, saranno volti a rimettere in sesto il territorio ed eliminare il fango da campi, vie e abitazioni. Così sarà possibile procedere alla fase due: ricostruire tutto ciò che è stato distrutto tramite uno stanziamento consistente dall’UE. L’intenzione della premier è nominare il presidente della Regione Stefano Bonaccini come commissario per l’emergenza.
“Il lavoro che è stato fatto in questi giorni è miracoloso. Ho visto tanti ragazzi giovanissimi che cercavano di dare una mano alla popolazione. Ho visto tanto orgoglio nei cittadini colpiti dall’alluvione, tanta voglia di ricostruire e di partecipare. L’ho trovato straordinario”, ha affermato fiera la premier.
“Mi auguro, voglio sperare che lo Stato e il Governo ci staranno di fianco perché noi non vogliamo lasciare da sola nessuna persona, dal primo all’ultimo perché vogliamo ripartire – spiega Bonaccini -. Credo che ci meritiamo questa attenzione. Qui, pochi mesi fa, ci è stato chiesto dallo Stato di realizzare le procedure per il secondo rigassificatore, l’Italia ha chiesto a Ravenna e all’Emilia-Romagna di dare una mano e in 120 giorni, all’unanimità di tutti i partiti e le forze sociali abbiamo detto sì, adesso abbiamo bisogno noi e sono sicuro che ci diranno sì”.
