Giorgia Meloni non ha mai nascosto di ritenere tutte le elezioni, persino le amministrative, un giudizio sull’operato del Governo e a sette mesi dalla nascita del suo esecutivo, questa tornata amministrativa che vede il centrodestra vincere praticamente ovunque, viene considerato la conferma che la sua leadership è ancora salda. Il superamento della linea rossa, la conquista di Ancona al ballottaggio, è il trionfo da esibire, il risultato per cui la premier non ha paura di usare l’aggettivo storico, la dimostrazione che “non esistono più le roccaforti”. La Premier ci ha tenuto a “ringraziare tutti i cittadini che hanno scelto di accordare la loro fiducia al centrodestra e hanno premiato il nostro buongoverno, le nostre proposte e la nostra concretezza”: è una prova di forza che arriva in un momento in cui l’esecutivo sta cercando di gestire al meglio la partita dei fondi del Pnrr, che possono fare la differenza per il futuro e su cui è in corso un’interlocuzione con l’Ue. Ed è per questo che dentro Fratelli d’Italia si considera questa tornata elettorale, pur circoscritta ad alcune città, una prova generale ben riuscita in vista delle europee del 2024.
Le europee, con il sistema di voto proporzionale, non sono soltanto un modo per registrare i rapporti di forza interni alla maggioranza, per Meloni costituiscono soprattutto l’opportunità di raggiungere un obiettivo al quale ormai lavora da mesi: cambiare l’asse di forza a Bruxelles, sostituendo il Pse con i Conservatori nell’alleanza con il Ppe. L’esito del voto spagnolo, che ha convinto il premier Pedro Sanchez a convocare elezioni anticipate, viene apertamente letto dai dirigenti del partito di Meloni come un’onda lunga che può arrivare fino a Strasburgo, anche se in Spagna l’alleanza tra Popolari e Vox, partito che fa parte dei conservatori, è tutt’altro che strutturale. “E’ l’antipasto di quello che ci auguriamo accada alle prossime elezioni politiche spagnole e, pochi mesi dopo, anche a Bruxelles”, dice il capodelegazione di Fratelli d’Italia-Ecr al Parlamento europeo Carlo Fidanza. In questo progetto, Meloni può contare sulla sponda di Manfred Weber, che peraltro tra dieci giorni sarà in Italia, anche se non tutto il Ppe spinge in quella direzione. Ma di alleanze da un po’ di tempo ragiona anche la Lega di Matteo Salvini, ora nel gruppo Identità e democrazia, che vuole evitare il rischio di rimanere isolato in Europa. Ieri il Consiglio federale ha dato mandato al segretario di “avviare una “interlocuzione a 360 gradi”, un argomento di cui il vicepremier ha parlato anche con Silvio Berlusconi nella visita fatta oggi ad Arcore.
