I dati Istat parlano chiaro: a ottobre il tasso di disoccupazione è al 9,8%, ma sale al 30,3% per i giovani.
I dati Istat di ottobre mostrano, rispetto a febbraio, un calo di 284 mila lavoratori dipendenti e 136 mila autonomi. In totale, dall’inizio del lockdown sono andati persi 420.000 posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione è stabile in ottobre al 9,8% ma sale al 30,3% per i giovani.
La diminuzione coinvolge uomini e donne di qualsiasi età, dipendenti (‑319 mila) e autonomi (-154 mila), con l’unica eccezione degli occupati over50, che crescono di 45 mila unità per effetto della componente demografica. Il tasso di occupazione scende, in un anno, di un punto.
L’Istituto dichiara in una nota:
Dopo la crescita di luglio e agosto e la sostanziale stabilità di settembre, a ottobre l’occupazione scende lievemente a seguito del calo tra uomini, dipendenti a termine e indipendenti il tasso d’occupazione e quello di disoccupazione rimangono tuttavia stabili. Rispetto a febbraio 2020, l’occupazione è ancora inferiore di oltre 420 mila unità (-136 mila per gli indipendenti, -284 mila per i dipendenti a termine e -4mila per i permanenti) e rimane più elevato sia il numero dei disoccupati, di circa 80 mila unità, sia quello degli inattivi, di quasi 230 mila unità.
Su base annua, tuttavia, il tasso di occupazione scende per tutti (-1,1 punti tra gli uomini e -0,8 punti tra le donne), così come cresce per tutti quello di inattività (+0,7 punti per gli uomini e +1,0 punti per le donne).
Il tasso di disoccupazione, invece, risulta in crescita tra gli uomini (+0,6 punti) e in calo tra le donne (-0,1 punti). A ottobre, infine, le ore pro capite effettivamente lavorate, calcolate sul complesso degli occupati, sono pari a 35, livello di 0,8 ore inferiore a quello registrato a ottobre 2019; la differenza scende a 0,6 ore tra i dipendenti. Nell’arco dei dodici mesi, aumentano sia le persone in cerca di lavoro (+1,7%, pari a +43 mila unità), sia gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+1,9%, pari a +257 mila).
