Scontro sul salario minimo, rinvio della discussione

In Aula alla Camera il capogruppo di FdI Tommaso Foti ha chiesto che la discussione sulla proposta di legge delle opposizioni venga rinviata a fine settembre.

Calendario alla mano, Arturo Scotto del Pd ha però calcolato che si tratterà di uno slittamento a gennaio.

Per il presidente del M5S Giuseppe Conte “questo rinvio del Governo presuppone un atteggiamento di prender tempo e di buttarla in una melina. Se si vogliono introdurre palliativi noi non ci saremo”.

Oltre che sul salario minimo, il fronte delle minoranze ha fatto muro in Commissione congiunta Affari costituzionali e Lavoro anche sulla riorganizzazione del ministero della Cultura.

Da parte dell’esecutivo, nessun ripensamento, ma solo una mossa per aggirare l’ostruzionismo e “favorire l’approvazione e la conversione del decreto”, ha fatto sapere il Governo, visto che resta “ferma la volontà di procedere a una riorganizzazione del ministero della Cultura”.

La richiesta di rinvio della discussione alla Camera sul salario minimo sarà votata in una seduta ad agosto. L’obiettivo, ha spiegato il capogruppo Fdi Foti, è “permettere il confronto, che non vuol dire compromesso o accordo per forza, ma la possibilità di trovare elementi di sintesi”.

Per il Pd, si tratta solo “di espedienti dialettici”, ha detto il deputato Andrea Orlando.

Sarcastico Giuseppe Conte: “Per la maggioranza c’è l’urgenza di andare in vacanza”.

Giorgia Meloni è aperta al confronto, anche se al momento non c’è una data fissata per il tavolo con le opposizioni. In ogni caso resta lo scetticismo sulle reali intenzioni della premier. 

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