Il piano dell’UE per escludere Ungheria e Polonia dal Recovery Fund

El Pais non ha dubbi: la Commissione europea sta elaborando un piano per risolvere lo stallo sul Recovery Fund provocato dall’opposizione di Budapest e Varsavia.

Concitazione in Commissione Europea. Secondo indiscrezioni di stampa, l’organo esecutivo europeo sarebbe al lavoro per preparare un nuovo fondo da 750 miliardi per escludere Polonia e Ungheria, che fanno opposizione sullo Stato di diritto, e risolvere lo stallo sul Recovery Fund. Numerose e violente le critiche sull’Ue per i ritardi del Recovery Fund, annunciato come un importante e tempestivo piano di aiuti in vista della crisi dovuta alla pandemia di coronavirus e ancora bloccato fra sospetti e veti incrociati. Lo stallo si è creato con il veto di Varsavia e Budapest sull’accordo del bilancio europeo 2021-2027 (sul quale è necessaria l’unanimità). Il loro obiettivo è impedire l’approvazione del nuovo regolamento, che vincola i fondi europei al rispetto dello Stato di diritto.

Da un lato, quindi, la Germania lavora a un patto dietro le quinte con i due Paesi, dall’altro la Commissione prepara il piano B: se le chiamate “ufficiose” fra Angela Merkel e Viktor Orban non avranno successo, l’Europa passerà alle maniere forti. Queste consistono, secondo il quotidiano spagnolo El Paìs, nell’esclusione dei due Paesi dal fondo. “La Commissione è convinta si possa replicare esattamente il fondo da 750 miliardi di euro e mettere a disposizione i soldi nei tempi previsti”, scrive il quotidiano. A quel punto si potrebbe decidere se redistribuire in toto i fondi che sarebbero andati a Polonia e Ungheria oppure ridurli.

Una linea dura che prende sempre più piede, perché la questione va risolta e va risolta in fretta: probabilmente già entro il 10 dicembre, data del prossimo vertice europeo.

Si è detto sicuro della mediazione europea il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri:

C’è uno stallo per un veto incomprensibile, sbagliato e improprio che non riguarda il dossier su cui i Paesi stanno mettendo il veto, auspichiamo che verrà superato nel prossimo Consiglio europeo, sono fiducioso che alla fine i due Paesi non riusciranno a bloccare il varo di un programma storico.

Sulla possibilità che si superi in questo modo la questione dell’unanimità è intervenuto il vicepresidente del parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo (M5S), perché le decisioni europee “non possono essere continuamente ostaggio della Polonia e Ungheria di turno”.

Condividi l'articolo!
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
Share on print
slot gacor slot gacor slot gacor https://penjastoto.com/ penjas69 prediksi hk slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot mahjong