L’Ue è pronta. Nuova lettera d’infrazione sui balneari

È la lettera, con parere motivato, che la Commissione Ue è pronta a inviare al Governo che deve adeguarsi alla direttiva Bolkenstein.

La Commissione potrebbe decidere di rinviare la mossa: tra Roma e Bruxelles i canali di dialogo restano aperti, anche ad altissimo livello. La lettera, una volta inviata aprirebbe un nuovo capitolo nel lungo tira e molla tra Ue e Italia sulle concessioni balneari.

Non è un caso che, martedì pomeriggio, il dossier sia stato tra i punti più caldi del vertice di maggioranza convocato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Palazzo Chigi.

La scorsa primavera la lettera dell’Ue già era pronta e faceva seguito alla sentenza con cui la Corte di Giustizia europea ribadiva che “le concessioni di occupazione delle spiagge italiane non possono essere rinnovate automaticamente ma devono essere oggetto di una procedura di selezione imparziale e trasparente”.

Roma, nel frattempo, aveva già stabilito un tavolo tecnico per la mappatura delle spiagge. Il 5 ottobre il lavoro si è concluso asserendo che “il 33% circa delle aree demaniali delle coste, un terzo del totale, è in concessione, mentre il 67% è libero”.

Ed è su questa base che il Governo starebbe lavorando a una “norma intermedia” tra quanto previsto dalla Bolkenstein e la volontà di tutelare gli operatori.

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