Il Ppe fissa i paletti in vista delle europee

Di fronte all’avanzare delle formazioni più estreme il Partito popolare Europeo si posiziona e ribadisce che per formare la futura maggioranza si dovrà partire dai componenti dell’attuale, ovvero PpeSocialisti europei e Renew.

Non ci sarà un’apertura nei confronti dei partiti del gruppo di Identità e Democrazia. L’avanzare degli estremisti anti-Ue è stato certificato dalla vittoria di Geert Wilders in Olanda.

Socialisti, allo stesso tempo, sono in serie difficoltà nella Germania di Olaf Scholz, sono pressoché inesistenti in Francia e governano in Spagna, ma al caro prezzo dell’alleanza con i secessionisti catalani.

Di contro, in crescita ci sono anche i partiti che Matteo Salvini riunirà domenica a Firenze, a cominciare da Afd e dal Rassemblement National di Marine Le Pen.

Il via ufficiale alla campagna per le europee partirà solo tra febbraio e marzo, ma il Ppe, e la stessa Ursula von der Leyen, stanno tentando il tutto per tutto per non offrire sponde ai sovranisti. “La cosa più importante è concludere il Patto sulla migrazione. Le prossime elezioni sono a rischio e lo saranno ancora di più se fallisce il negoziato”, ha sottolinea Manfred Weber.

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