Pnrr, il piatto cresce ma la spesa non avanza.

Si tratta di uno studio sistematico che tiene conto degli ultimi aggiornamenti. In particolare, il documento conferma le preoccupazioni già espressa dalla Corte dei conti circa il limitato avanzamento finanziario degli interventi.

Le misure che hanno assorbito maggiori risorse riguardano incentivi ai privati, di queste, per la maggior parte, pari a circa 14,1 miliardi si tratta di crediti di imposta automatici per edilizia e imprese (Ecobonus e Sismabonus e Industria 4.0), che garantiscono un più rapido assorbimento delle risorse anche se vengono rendicontati ad un anno di distanza rispetto alla spesa.

Senza questi crediti di imposta, le risorse spese ammontano dunque a soli 14 miliardi; un dato che, se messo a confronto col fatto che risultano ad oggi messi a gara quasi 70 miliardi di risorse Pnrr, aggiudicate per circa 24 miliardi.

Capacità di spesa rallentata da molteplici fattori, la prevalenza, il rincaro, i tempi di adattamento della p.a., principalmente a livello locale, alle procedure innovative del Pnrr, nonché i ritardi nella aggiudicazione di alcuni bandi di gara. A questi fattori si è aggiunta l’incertezza, iniziato fin dall’insediamento del Governo Meloni che ha richiesto un lasso di tempo particolarmente lungo per giungere a conclusione. Il lento andamento della spesa dei fondi, continua a destare preoccupazione: sebbene il Piano si fondi su obiettivi di performance e non di spesa, è improbabile che esso possa dispiegare tutti i suoi effetti e raggiungere tutti gli obietti previsti senza un adeguato e più accelerato utilizzo di risorse.

Le difficoltà nella capacità di spesa del nostro paese sono incorporate anche nelle stime dell’impatto del Pnrr sulla crescita.

Secondo le analisi più recenti dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, l’impatto cumulato del Pnrr sul Pil potrebbe ridursi nel 2026 al +2,3% o al +2,6% (a seconda degli scenari), rispetto alla stima iniziale del +3,6% calcolata al momento dell’approvazione del Pnrr e anche del 3,1% indicato in ottobre dal Governo nel Documento programmatico di bilancio per il 2024.

Su questo quadro interviene la modifica recentemente approvata dall’Ecofin, da 191,5 miliardi a 194,3 miliardi (di cui 122,6 miliardi in prestiti e 71,8 miliardi in sovvenzioni), grazie a 2,7 miliardi di nuove sovvenzioni destinate a finanziare le misure previste da REPowerEU e di 145 milioni derivanti da un aggiornamento del criterio di assegnazione delle sovvenzioni. Tanti altri soldi, purché si riesca a spenderli in tempo.

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