La presidenza Ue e il Mes

La presidenza belga dell’Ue è tornata a toccare il delicato tasto del Mes, a cominciare dal Patto di stabilità. È una riforma che il Belgio vuole chiudere ad ogni costo, portando avanti due ulteriori dossier: l’Unione bancaria e quella dei capitali.

 

La presidenza belga guarda innanzitutto al cosiddetto Cmdi, ovvero la riforma della gestione delle crisi bancarie e l’assicurazione dei depositi

 

“Visto che il backstop del Mes non è disponibile è importante andare avanti”, ha spiegato il ministro delle Finanze Vincent Van Peteghem, per il quale, tuttavia, il rafforzamento della gestione delle crisi bancarie non è un piano B rispetto al Mes.

“La prima opzione, lo scenario preferibile, resta che l’Italia ratifichi il Mes”, di mettere sul tavolo un modello diverso per la riforma del fondo: “Ho ascoltato le parole del premier Meloni, mi sembra difficile che accada”, ha puntualizzato.

 

Bruxelles, insomma, ci spera ancora. Ma, per l’Ue, il tema del Mes resta comunque separato da quello del Patto di stabilità. Nel corso della Plenaria di gennaio l’Eurocamera approverà la sua posizione negoziale.

 

“Sarà un negoziato delicato, sappiamo quanto è stato difficile trovare un accordo all’interno del Consiglio Ue ma sia tra i Paesi membri sia tra gli eurodeputati c’è la consapevolezza che l’intesa è necessaria”, ha sottolineato van Peteghem.

 

La presidenza di turno punta quindi a chiudere i negoziati marzo per permettere la ratifica del Patto ad aprile, all’ultima curva della legislatura von der Leyen.

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