Corrado Guzzanti contro il politicamente corretto: “ha ucciso la comicità”

Il noto comico Corrado Guzzanti torna in televisione dal 12 gennaio su Sky con la nuova stagione de I delitti del BarLume. Con l’occasione dice apertamente la sua sul politicamente corretto rispondendo alle domande di Repubblica. L’attore rimpiange l’epoca della satira dei tempi di Prodi, Rutelli, Bertinotti. «Bei tempi. Sì, un po’ mi manca. Nel senso che un po’ ho nostalgia, e un po’ so che ci sono cose che stanno bene lì dove stanno. È talmente cambiato tutto…».
Oggi su chi vorrebbe esercitarsi? «Volendo sono tutti parodiabili, anche troppo. Avverto un senso di futilità, anche quando vedo i miei colleghi, bravissimi. Ma è come se si fosse sgangherato qualcosa nel profondo, se si fosse perso il carattere eversivo, che c’era quando abbiamo cominciato». E oggi? «Oggi i partiti sono comitati d’affari, giustissimo continuare a fare satira, ma l’idea di commentare quello che ha twittato Salvini mi fa tristezza, non mi ispira creatività». Com’è cambiata la comicità con il politicamente corretto? «È cambiata in peggio. Non so se il politicamente corretto abbia le ore, i giorni o gli anni contati, ma me lo auguro». E ancora: «Il principio per cui devi censurare qualunque cosa possa offendere una minoranza non può funzionare, non si può pretendere. Il principio deve essere che se ti offendi è un problema tuo». Poi aggiunge: «Il politicamente corretto oggi rende il lavoro difficile a tutti, e prima o poi si ammorbidirà. Non posso pensare a un futuro in cui devi stare attento alle virgole perché il circolo dei virgolisti si potrebbe offendere».

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