Dossieraggio, Meloni: individuare e punire mandanti. Fatto gravissimo da regime

“Dall’audizione del dottor Melillo emerge chiaramente che non siamo in presenza di un semplice curioso, ma di una persona intervenuta soprattutto nel mondo politico, ma non solo. Vi è una regia e dei mandanti che si devono individuare e punire, come chiede anche l’opposizione, perché non si ripeta quanto accaduto”. Lo dichiara Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera ospite della trasmissione “Prima di domani”.

Sul dossieraggio è intervenuta anche in diretta la premier Giorgia Meloni nel corso della puntata di giovedì 7 marzo di Dritto e rovescio, su Rete 4. Paolo Del Debbio ha chiesto: “Cosa è successo? Ci sono alcuni funzionari dello Stato Italiano pagati dai soldi dei cittadini che accedono a banche dati con dati sensibili, che dovrebbero essere utilizzate per combattere la mafia, per passare informazioni sensibili su politici che sono considerati, diciamo non amici”. A chi andavano queste informazioni? “Ad alcuni giornali, particolarmente al giornale di Carlo De Benedetti, tessera numero uno del Partito Democratico, e ho letto anche all’attuale responsabile della comunicazione del Partito Democratico per lanciare campagne di fango” ha spiegato Meloni. “Qualcuno ha messo in piedi dei metodi che di solito si usano nei regimi illegali per cercare di gettare fango a chi non gli stava simpatico. Io penso che questa sia una cosa gravissima e che sia molto più ampia di quello che stiamo vedendo. Bisogna capire per quali interessi varie persone sono state fatte oggetto di dossieraggio nel tentativo di avviare campagne di fango, quello che io penso e che si debba andare fino in fondo e voglio ringraziare il procuratore Melillo e il procuratore Cantone per il lavoro”. Poi ha proseguito “bisogna anche capire quali erano i mandanti, se c’è stato qualcuno che ha utilizzato banche dati riservati per fare interessi propri bisogna conoscerne nome e cognome perché questi metodi in uno stato di diritto non sono previsti”. La premier è indignata dal fatto “che qualcuno provi a difendere quello che è accaduto trincerandosi dietro la libertà di stampa che è sacra. Ma proprio perché è sacra non prevede che si usino metodi illegali per gettare fango su chi non ci fa simpatia. Quello accade nei regimi, non accade nelle democrazie”.

 

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