Le elezioni in Russia dividono la maggioranza. Matteo Salvini commenta che “Quando un popolo vota ha sempre ragione, le elezioni fanno sempre bene sia quando uno le vince sia quando uno le perde”, una dichiarazione non in linea con quella dell’altro vicepremier Antonio Tajani che ha ribadito che il plebiscito per Vladimir Putin è stato caratterizzato “da pressioni forti e anche violente”.
La posizione di Palazzo Chigi è più vicina a quella della Farnesina, anche se Giorgia Meloni, ad Agorà, sottolinea come “quello che noi abbiamo fatto in questo anno e mezzo con la velocità con cui lo abbiamo fatto, e la chiarezza che abbiamo dimostrato in politica estera, tutto questo racconta di una maggioranza coesa”.
Dal Pd a Iv, passando per AvS e +Europa (nessun commento dal M5S), le opposizioni criticano duramente le parole di Salvini, cui è seguita una nota della Lega, che parzialmente corregge il tiro.
Anche all’estero fanno rumore le considerazioni del vicepremier: “Dimostrano che l’estrema destra in Europa è amica di Putin”, nota Nicolas Schmit, candidato di punta dei Socialisti Ue alle Europee; Salvini “se ne vergognerà”, l’affondo del Ppe con la lituana Rasa Juknevičienė, vicepresidente del gruppo e responsabile per gli affari esteri.
Nella maggioranza c’è chi come l’azzurro Maurizio Gasparri esorta a “cercare di instaurare un dialogo con la Russia, o si rischia lo scoppio di una terza guerra mondiale”. Fra i meloniani si tende a liquidare l’uscita di Salvini come dinamica da campagna elettorale.
