Via libera del Cdm all’introduzione dei testi psicoattitudinali per l’accesso alla professione di magistrato.
Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio difende il provvedimento: “Non è affatto un’invasione di campo da parte del Governo nei confronti della magistratura.
Tutta la procedura di questo test è affidata al Consiglio superiore della magistratura”, spiega il Guardasigilli in conferenza stampa al termine del Cdm. “L’esame psicoattitudinale è previsto per tutte le funzioni più importanti del Paese, per i medici, per i piloti di aereo, ma è soprattutto previsto per le forze dell’ordine.
Il Pm è il capo della polizia giudiziaria: è possibile non sottoporre al test psicoattitudinale chi ha la direzione della polizia giudiziaria?”.
E ancora: “Abbiamo assistito a una polemica di cui mi rammarico come ex magistrato. Ho letto addirittura che sarebbero stati istituiti dei test periodici dei magistrati in servizio. No, riguarda soltanto l’ingresso in magistratura”.
Il titolare della Giustizia, specifica che l’esame, che si terrà dopo le prove scritte, non riguarda i concorsi in atto, ma entrerà in vigore successivamente. Ad occuparsi del test psicoattitudinale sarà “un professionista, scelto nell’ambito di vari professionisti che sono docenti universitari titolari di insegnamenti nelle materie psicologiche, quindi non dei dilettanti.
Ma la valutazione finale è sempre rimessa alla Commissione, che decide sull’esito delle prove scritte e orali. Quindi, parlare di interferenza o quasi di oltraggio all’indipendenza della magistratura è, secondo noi, assolutamente improprio”.
