I due non si incrociano dai giorni dell’abbraccio a favore di telecamere a Montecitorio, ma si rivedranno, al comizio finale del centrodestra unito per Vito Bardi in Basilicata.
E il leader della Lega non perde occasione per marcare la distanza da FdI e mettere le mani avanti rispetto alle scelte che saranno da fare dopo il 9 giugno. Ricorda che in effetti il centrodestra è sempre stato “su posizioni diverse in Europa” ma insiste: “Chi sceglie la Lega sceglie chi non si alleerà mai con la sinistra”, un punto, quello delle alleanze, che anche per la premier non è in discussione.
A sé sarà però la trattativa per costruire la nuova Commissione all’indomani del voto, cui tutti i Governi partecipano e che tutti i partiti al governo, di solito, votano proprio in virtù di quelle intese.
Peraltro, ricorda Antonio Tajani, lo stesso Salvini “contribuì” in qualche modo a raggiungere la soluzione di Ursula von der Leyen, convincendo Giuseppe Conte a non sostenere il socialista Frans Timmermans.
Matteo Salvini conferma di non avere intenzione di candidarsi alle europee, Giorgia Meloni non avrebbe ancora deciso riservandosi la possibilità di decidere a ridosso della consegna delle liste in occasione della conferenza programmatica del suo partito a Pescara.
Le settimane che dividono dal voto rischiano di diventare roventi anche in Parlamento, dove sta rallentando l’iter del premierato e di conseguenza dovrebbe frenare anche quello dell’autonomia differenziata. FI e Lega hanno chiesto che insieme all’elezione diretta del premier venga portata avanti anche la legge elettorale, che arriverà, ha spiegato la Ministra Elisabetta Casellati, solo dopo che il testo avrà superato la prima lettura, a questo punto quasi certamente dopo lo spartiacque delle europee.
