Una delle chiavi per la stabilizzazione della Libia, dal punto di vista italiano, è porre fine alla presenza di forze straniere nel Paese nordafricano, in particolare i paramilitari filorussi della brigata Wagner.
Per questo la visita ufficiale della premier si è conclusa a Bengasi, dopo una prima tappa a Tripoli, dove ha incontrato il primo ministro del Governo di unità nazionale Abdul Hamid Mohammed Dabaiba, e il presidente del Consiglio presidenziale Mohammed Yunis Ahmed Al-Menfi.
Ad accompagnare Meloni, i Ministri Anna Maria Bernini, Orazio Schillaci e Andrea Abodi (Sport), che hanno siglato con gli omologhi delle dichiarazioni d’intenti in materia di cooperazione universitaria e ricerca, salute, sport e giovani, nella cornice del Piano Mattei per l’Africa.
In questo rebus conta non poco la variabile Mosca; non a caso la premier ha tentato di porre il tema al generale, che nel settembre 2023 fu ricevuto da Vladimir Putin e che a fine gennaio, mentre Meloni incontrava a Roma Dabaiba, riceveva a sua volta a Bengasi il viceministro della Difesa russo Yunus-Bek Yevkurov: sullo sfondo la trattativa per concedere la base navale di Tobruk, che diventerebbe seconda sede della flotta russa nel Mediterraneo. Scenario ancor più preoccupante con l’aggravarsi della crisi in Ucraina.
