Dopo il botta e risposta al Festival dell’Economia di Trento, la presidente del Consiglio e la segretaria dem sono tornate a scontrarsi sulla riforma costituzionale del premierato attualmente all’esame del Senato.
Secondo la premier:, “Io sono partita da quello che avevano chiesto” i partiti all’opposizione, ovvero “non toccare il Presidente della Repubblica”. “Loro hanno cambiato idea” poi “perché in realtà la riforma non la vogliono”, attacca Meloni, mettendo nel mirino Pd e M5S, “forze della conservazione, dello status quo” che “vogliono continuare a fare i governi nel Palazzo”. Schlein coglie al balzo l’accusa rispondendo a margine di un evento elettorale in Calabria: “Mi guardi, le sembra che io rappresenti lo status quo?
Sono arrivata da un anno e vengo da un percorso politico che ha sempre contrastato le larghe intese.
Anche su questo, la Schlein attacca la premier: “È passata nel giro di 24 ore da o la va o la spacca al chi se ne frega dell’esito, io resto. È allucinante la leggerezza con cui questa presidente del Consiglio scambia la Carta costituzionale che ci deve tenere insieme tutti con il suo destino personale.
Anche per questo noi ci batteremo contro questa riforma che indebolisce il Parlamento, indebolisce la figura del Presidente della Repubblica e quindi indebolisce la democrazia”. Rispetto alla tempistica della riforma, è invece il sottosegretario Alfredo Mantovano a ricordare che “la stabilisce il Parlamento, certamente non il Governo”: “Noi abbiamo un obiettivo: rispettare gli impegni assunti in campagna elettorale, tra questi quello di dare un senso diretto al voto dei cittadini avendo chiarezza al momento dell’apposizione della propria preferenza sul simbolo elettorale di quali impegni elettorali saranno rispettati e soprattutto di chi governerà la nazione per i cinque anni successivi.
