Sarà l’avvicinarsi del voto o il ritrovato feeling con Marine Le Pen, ma da qualche giorno Giorgia Meloni sembra aver cambiato direzione in Europa.

 

Intanto, ai partiti europeisti si è rivolto, da Dresda, Emmanuel Macron, scandendo un avvertimento: “Il vento dell’autoritarismo tira ovunque in Europa.

Il presidente francese ha lasciato ben poco al caso nella sua missione in Germania, una visita punteggiata dagli incontri con il cancelliere Olaf Scholz che ha avuto un duplice obiettivo: smussare le divergenze degli ultimi mesi e dare nuova linfa all’asse europeista di fronte all’ascesa dell’ultradestra.

 

Le parole di Macron danno forza a un messaggio che sia i liberali sia i socialisti da giorni recapitano al Ppe e a Ursula von der Leyen, accusati di aver eccessivamente strizzato l’occhio alle destre e ai sovranisti.

 

Una maggioranza tra liberali, popolari e conservatori, al momento sembra impossibile, certo, bisognerà anche vedere sotto quali gruppi si presenteranno le destre e i sovranisti.

 

Il primo segnale è stata l’espulsione di AfD dal gruppo Id, un secondo segnale potrebbe essere l’avvicinamento di Viktor Orban a Ecr o, chissà, anche in Id.

Il nocciolo della questione, tuttavia, non cambia: Von der Leyen potrebbe, teoricamente, contare su un sostegno di Meloni ma non può e non vuole sorreggersi su lepenisti, leghisti, orbaniani, spagnoli di Vox. In ogni caso solamente il voto determinerà i prossimi equilibri.

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