Tensione fra i partiti

A pochi giorni dalle elezioni, la premier Giorgia Meloni rilancia un “un referendum su che modello di Europa si immagina.

Per Meloni serve “un’Europa che faccia meno e lo faccia meglio” perché “in questi anni abbiamo avuto un’Europa che pretendeva di normare ogni singolo aspetto della nostra vita”. Un esempio? “La transizione verde a un certo punto è diventata un alibi per entrare dentro le nostre case, è diventata un attacco alle nostre libertà”, evidenzia la leader dei Conservatori.

 

Elly Schlein e il leader del M5S Giuseppe Conte tornano ad attaccarla, in particolare su sanità e politica estera. Nel centrodestra, continuano le scintille tra Lega e FI che si contendono il secondo posto nella coalizione.

“Nel momento stesso in cui Meloni dice scrivete Giorgia si capisce che vuole un referendum su di lei. Ma credo che il suo ruolo e la sua forza politica si misureranno quando arriverà il referendum sul premierato” e ancora “mi stupisce che Giorgia Meloni che mi attacca continuamente poi non voglia confrontarsi con me”.

 

Quanto a Schlein, Meloni torna sullo scontro con il governatore Vincenzo De Luca per attaccarla: “Credo che a lei stia mancando un po’ il coraggio, io la stimo ma non è in grado di fare la differenza, insiste sul fatto che io mi faccio chiamare ‘il presidente’, ma è una questione di forma.

 

Oggi, a quattro giorni dal voto”, hanno portato in “Cdm una norma che peraltro è già stata contestata dalle Regioni della destra, perché in realtà sembra fuffa”.

Attacca tutti invece il leader di Iv Matteo Renzi: “Io se vengo eletto vado in Europa. Non è che sono strano io, sono strani gli altri. In 26 paesi su 27 se uno viene eletto va in Europa, qui TajaniCalendaSchlein e Meloni restano in Italia”.

 

Matteo Salvini ribadisce la collocazione in Europa: “Non mi ritengo estremista, anche se ci danno dei fascisti ed estremisti.

 

Veniamo chiamati sovranisti perché riteniamo che la sovranità nazionale abbia un peso che va oltre alcune scelte delle burocrazie europee”, spiega, prima di lanciare un nuovo attacco a FI: “Io non vedo perché altri mi debbano suggerire che cosa fare da grande, non mi permetterei mai di dire” a Tajani “smettila di stare con i Popolari e di votare von der Leyen” e “se qualcuno mi dicesse molla Le Pen e molla Bardella, direi: ma siamo matti?”, aggiunge, sottolineando che “FI governa l’Europa da anni con i socialisti, con la sinistra e con la Von der Leyen, con i fautori delle auto elettriche cinesi e delle bistecche sintetiche”. Il segretario di FI, Antonio Tajani, non replica ma si limita a ricordare Silvio Berlusconi.

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