Un nuovo taglio dei tassi è quello disposto dal Consiglio direttivo della Bce, che ha deciso all’unanimità di scalare altri 25 punti base dei tre tassi di interesse di riferimento. Il taglio implica che i tassi d’interesse sui depositi presso la Banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale saranno ridotti rispettivamente al 3,25%, al 3,40% e al 3,65%, con effetto dal 23 ottobre. Per le famiglie significa, tra l’altro, un abbassamento della rata del mutuo.
In conseguenza del nuovo taglio, per un mutuo a 20 anni di importo compreso tra i 100mila e i 200mila euro, il risparmio sulla rata mensile varia tra i 13 e i 27 euro, pari a calo della spesa annua tra i 156 e i 324 euro. Se il finanziamento ha una durata di 30 anni, il taglio dei tassi dello 0,25% produrrà un risparmio medio tra i 15 e i 30 euro sulla rata mensile, ovvero tra i 180 e i 360 euro annui. Per un mutuo da 125mila euro a 25 anni, invece, il taglio si traduce in un risparmio di circa 17 euro al mese, con un impatto da 204 euro su base annua.
“Ben venga il taglio dei tassi, mi pare una scelta che va nella giusta direzione. L’importante è che la Bce non si fermi e continui a ridurre il costo del denaro”, ha commentato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando di “messaggio positivo per i mercati e le economie reali dei Paesi dell’Ue”.
“Non abbiamo ancora spezzato le reni all’inflazione, ma ci siamo quasi. Nei prossimi mesi non avremo numeri al di sotto del nostro target” anzi in rialzo, ma “non ne saremo sorpresi né balzeremo a conclusioni affrettate”, ha affermato la presidente della Bce Christine Lagarde in conferenza stampa dopo la riunione del Consiglio Direttivo, che si è svolta a Lubiana. Lagarde ha aggiunto che alla Bce, per l’Eurozona, “in base ai dati non vediamo una recessione” in arrivo, ma piuttosto “un soft landing” dopo gli ultimi anni difficili. “Quanto alla crescita – ha aggiunto – ci preoccupa per il suo impatto sull’inflazione”.
