Secondo fonti dalla Procura di Milano, la storia dei dossieraggi proibiti nei confronti dei politici e dei propri conti in banca non è finita. Si parla di spiate anche ai danni di Ignazio La Russa e del figlio Geronimo, dopo le rivelazioni sui dossieraggi che hanno interessato soprattutto il centrodestra e il governo Meloni in base a quanto emerso dalle inchieste di Roma, Bari e Perugia. Il premier ha raccontato a Bruno Vespa, per il suo libro “natalizio”, in uscita il 30 ottobre (Hitler e Mussolini. L’idillio fatale che sconvolse l’Europa), della situazione insostenibile. “Le inchieste dicono che il dossieraggio su di me è cominciato già alla fine del governo Draghi quando si capiva che sarei potuta andare al governo. Sulla vicenda dei dossieraggi mi aspetto che la magistratura vada fino in fondo, perché, nella migliore delle ipotesi, alla base di questo lavoro c’era un sistema di ricatto ed estorsione, ma nella peggiore siamo davanti al reato di eversione. Nessuno Stato di diritto può tollerare una cosa del genere”, dice Giorgia Meloni. Sull’accanimento anche nei confronti di sua sorella commenta: “Credo che si accaniscano su Arianna perché non ha le tutele che posso avere io, ma colpire lei è come colpire me. Purtroppo per loro, hanno a che fare con un’altra persona che non ha scheletri nell’armadio”.
