Fa commuovere la storia di Boris e Svetlaya, cuccioli orfani che nel 2012 vengono trovati tra i monti Sichotė-Alin’ nell’estremo oriente russo in un centro in cui crescono insieme. Nel 2014 le due tigri, ormai pronte a cavarsela con le proprie forze, sono state dotate di collari GPS e rilasciate in natura a circa 200 km di distanza l’una dall’altra per il ripopolamento in un’area più vasta. Per quasi tre anni, la tigre Boris ha viaggiato secondo uno schema preciso fino a quando é riuscito a ritrovare la sua compagna.
Sei mesi dopo, Svetlaya ha dato alla luce la sua prima cucciolata.
Gli esperti sperano che la loro storia sia il segno che lo sforzo di ripopolamento di questi maestosi animali, a rischio estinzione nelle terre di confine tra Russia e Cina, possa avere successo.
Secondo la Wildlife Conservation Society (WCS), la fondazione statunitense che ha avuto un ruolo chiave nel salvare i cuccioli orfani, queste tigri rimangono solo nell’8% circa del loro areale storico, minacciate soprattutto dal bracconaggio.
“I dati hanno dimostrato che i cuccioli orfani, cresciuti in cattività e rilasciati, sono altrettanto bravi delle tigri cresciute in natura a cacciare”, spiega Dale Miquelle, autore principale dello studio: “Questo successo dimostra che le tigri, se adeguatamente isolate dall’uomo e con l’opportunità di imparare a cacciare, possono essere reimmesse in natura con successo. Ma questo processo richiede grande cautela e attenzione ai dettagli nel preparare i cuccioli a questo viaggio”.
