Internet in tilt? Ti spettano fino a 7,50 euro al giorno: ecco cosa dice davvero l’AgCom

Quando la connessione internet smette di funzionare, il disagio non è solo tecnologico: può diventare un problema concreto nella vita quotidiana, tra smart working bloccato, streaming interrotti, pagamenti online impossibili e comunicazioni digitali paralizzate. Ma ciò che molti utenti ignorano è che ogni giorno senza internet può valere un risarcimento automatico fino a 7,50 euro, anche quando il disservizio non dipende direttamente dal proprio operatore. Lo chiarisce l’AgCom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, con un recente intervento che punta a rafforzare la tutela dei consumatori.

Il principio è semplice quanto rivoluzionario per molti: l’utente ha un contratto con l’operatore – ad esempio, la compagnia telefonica che gli fornisce il servizio – non con il gestore della rete (come TIM, Open Fiber o altri soggetti infrastrutturali). Di conseguenza, se la connessione non funziona, è l’operatore a dover rispondere, anche quando il problema tecnico ha origine dalla rete e non dalla piattaforma commerciale con cui l’utente ha firmato il contratto.

L’AgCom ha ribadito questo concetto in una circolare indirizzata ai Corecom, i comitati regionali per le comunicazioni incaricati di gestire le controversie tra utenti e operatori. L’invito è chiaro: sollecitare gli operatori a riconoscere l’indennizzo agli utenti colpiti da un’interruzione del servizio, anche nei casi in cui la responsabilità effettiva ricade su soggetti terzi. In altre parole, il consumatore non può essere lasciato solo a subire il danno di un disservizio per il quale non ha colpa – e nemmeno un contratto diretto con chi lo ha causato.

Fino a poco tempo fa, le cose andavano diversamente: nella maggior parte dei casi, i Corecom riconoscevano un risarcimento solo in presenza di cattiva comunicazione da parte dell’operatore, ma non per il guasto in sé. Ora, invece, il quadro è cambiato. Alla base c’è l’applicazione piena della delibera AgCom 347/18/CONS, che disciplina in maniera più netta e favorevole gli indennizzi in caso di malfunzionamenti dei servizi di telecomunicazione.

Il risarcimento giornaliero, pari a 7,50 euro, non scatta però dal primo momento del guasto. L’indennizzo parte solo dopo che è decorso il termine massimo indicato dall’operatore – nella Carta dei Servizi – per il ripristino della connessione. Da quel momento, per ogni giorno di disservizio non giustificato da eventi di forza maggiore (come alluvioni o terremoti), l’utente matura il diritto a una compensazione economica. E la responsabilità contrattuale resta in capo all’operatore, che potrà eventualmente rivalersi, in un secondo momento, sul gestore della rete.

C’è anche un dovere informativo che gli operatori sono tenuti a rispettare. L’articolo 15 della stessa delibera AgCom impone loro di rendere pubbliche – sia sul proprio sito che nelle condizioni contrattuali – le modalità concrete per richiedere l’indennizzo. In assenza di una procedura chiara o di una risposta soddisfacente, resta sempre valida la possibilità per l’utente di attivare una conciliazione gratuita presso il Corecom della propria regione.

In sintesi, l’era in cui si restava senza internet per giorni senza alcun risarcimento sembra destinata al tramonto. L’AgCom alza il livello di responsabilità degli operatori, riportando al centro il diritto dell’utente a un servizio continuo, affidabile e – se interrotto – almeno equamente compensato.

Noemi De Noia

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