Nel quadro della Legge di Bilancio 2026, attualmente in fase di definizione parlamentare, il tema dei bonus fiscali e delle misure di sostegno economico assume un ruolo centrale per famiglie, contribuenti e operatori economici. Il legislatore interviene ancora una volta su un impianto articolato, nel quale incentivi consolidati convivono con nuove agevolazioni e con la cessazione di strumenti ritenuti non più sostenibili nel medio periodo.
L’assetto che emerge non introduce un singolo intervento dirompente, ma ridisegna l’equilibrio complessivo tra politiche abitative, misure sociali e sostegni alla genitorialità.
Nel settore degli interventi sugli immobili, il 2026 conferma l’impostazione già avviata negli anni precedenti. Il bonus ristrutturazioni e l’ecobonus restano operativi con una differenziazione fondata sulla destinazione dell’immobile. Per l’abitazione principale continua ad applicarsi la detrazione del 50 per cento, mentre per le seconde case e per gli altri immobili l’aliquota si attesta al 36 per cento.
Parallelamente, si assiste alla conclusione di alcune misure. Il bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche giunge a naturale scadenza, così come si esaurisce la fase residuale del superbonus, che rimane circoscritta ai soli interventi di ricostruzione post-sismica nei territori colpiti dai terremoti in Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. Incerto appare anche il futuro del bonus elettrodomestici sotto forma di voucher: nonostante le ipotesi di proroga emerse nel dibattito parlamentare, le criticità legate alla copertura finanziaria ne rendono l’estensione non garantita.
Tra le novità di maggiore impatto sociale si colloca l’introduzione del bonus TARI, che entrerà in vigore a partire dal 2026. La misura prevede uno sconto del 25 per cento sulla tassa rifiuti per i nuclei familiari con un ISEE non superiore a 9.530 euro.
Sotto il profilo amministrativo, il meccanismo di accesso segna un passaggio rilevante: il beneficio viene attribuito automaticamente, senza necessità di presentare istanze. I Comuni individuano i beneficiari utilizzando i dati ISEE trasmessi dall’INPS, secondo un modello già sperimentato per i bonus sociali relativi alle utenze energetiche. Contestualmente, il 2026 segna la cessazione del bonus bollette “straordinario” introdotto nel primo trimestre 2025, che aveva esteso temporaneamente gli sconti fino a un ISEE di 25.000 euro.
Sul fronte delle misure a favore delle famiglie, la manovra mantiene l’impianto portante rappresentato dall’assegno unico universale, dal bonus asilo nido e dal contributo per i nuovi nati. A queste misure si affianca un potenziamento selettivo degli strumenti destinati ai genitori lavoratori.
In particolare, viene ipotizzata la conferma e l’incremento del bonus per le mamme lavoratrici, rivolto alle madri con almeno due figli fino a dieci anni o tre figli fino ai diciotto anni, con un possibile aumento dell’importo mensile da 40 a 60 euro. In materia di conciliazione tra vita familiare e lavoro, è previsto l’ampliamento del congedo parentale, esercitabile fino ai 14 anni del figlio, nonché la conferma del terzo mese indennizzato all’80 per cento.
Nel medesimo contesto si colloca la prosecuzione della carta “Dedicata a te”, confermata anche per il 2026 e il 2027 come strumento di supporto ai nuclei a basso reddito. Di contro, viene meno il bonus sport per i figli, che nel 2025 aveva riconosciuto un contributo fino a 300 euro per la pratica sportiva dei minori tra i 6 e i 14 anni.
Un ulteriore elemento destinato a incidere sull’accesso alle prestazioni riguarda la riforma dell’ISEE. La franchigia patrimoniale relativa all’abitazione principale viene innalzata a 91.500 euro, con un incremento di 2.500 euro per ciascun figlio convivente successivo al primo. Tale revisione produce effetti indiretti su numerose misure, tra cui l’Assegno di inclusione, il Supporto per la formazione e il lavoro, l’assegno unico, il bonus nido e il contributo per i nuovi nati, pur restando aperta la questione dei tempi di piena applicazione.
Nel suo complesso, il 2026 si configura come un anno di assestamento delle politiche di sostegno economico. Alla conferma degli incentivi edilizi si affianca il debutto del bonus TARI, mentre il comparto delle misure familiari viene riorganizzato attraverso interventi mirati e l’eliminazione di agevolazioni ritenute non strutturali.
Resta ferma una necessaria cautela interpretativa: fino all’approvazione definitiva e alla pubblicazione della Legge di Bilancio, le misure delineate devono essere considerate suscettibili di ulteriori modifiche nel corso dell’iter parlamentare.
Noemi De Noia
