L’ex ministro Dc, Calogero Mannino, dopo la sentenza di assoluzione pronunciata questa mattina dalla Cassazione sul processo sulla trattativa Stato-mafia, ha palesato la sua soddisfazione:
È l’ennesima assoluzione di una teoria di processi imbastiti fin dal 1991 per giungere sempre, lungo la linea dell’assurdo quindi della non verità, a quest’ultimo processo nel quale artificiosamente e senza fondamenti alcuni, si è tentato di attribuirmi una qualche responsabilità“.
Mannino era già stato assolto in primo e in secondo grado. “Anche in questo processo – prosegue Mannino – ha giocato un vizio, ovviamente deliberato, che hanno assunto con la linea dell’ossessione inquisitoria alcuni magistrati della procura di Palermo e della procura generale. E cioè che non ucciso dalla mafia, Mannino andava colpito dall’antimafia, in modo letterario. Un compito unico su versanti opposti, al di là dell’ingiustizia della quale sono stato fatto segno con accuse rivelatesi sempre infondate che hanno portato sempre ad oltre dieci sentenze di assoluzione”.
Il processo d’appello era iniziato il 10 maggio 2017. L’accusa il 6 maggio 2019, al termine della requisitoria aveva chiesto, in riforma della sentenza di primo grado la condanna a 9 anni di reclusione per Mannino.
