Se i pentastellati sono prossimi ad abolire la teoria del doppio mandato, i DEM si trasforamano nei “Bimbi di Virginia”. Cosa non si fa pur di rimanere attaccati alla poltrona!
“La ricandidatura di Virginia Raggi? Per i romani questa non è una notizia, ma una minaccia” diceva Nicola Zingaretti solo il 23 maggio scorso. Certo, in politica tutto è possibile, e si sa, solo gli stolti non cambiano idea, ma la ricandidatura di Virginia Raggi a sindaco di Roma ha permesso al PD di dimostrare un attaccamento alla poltrona invidiabile.
Ma non erano loro quelli della manifestazione di protesta “Bye bye Raggi”? O ancora, Claudio Mancini, deputato dem “Le dimissioni della Raggi sono necessarie per il suo fallimento amministrativo che è sotto gli occhi di tutti”. E aggiungiamo, Sabrina Alfonsi, presidente Pd del I Municipio “Con loro (5stelle, ndr), a Roma, in questi anni è stato impossibile dialogare. La ricandidatura di Virginia Raggi, la cui esperienza di governo è evidentemente negativa, rende ancora più impossibile pensare a una alleanza con il Movimento”. Potremmo divertirci ancora, ancora e ancora, e non serve nemmeno scavare a fondo: nel corso del mandato della Raggi, il PD l’ha attaccata su tutti i fronti, invece questa volta… “Se non puoi vincerli, fatteli amici”: divisi al primo turno e al ballottaggio si compirà la magica unione contro la Destra.
Coerenza zero.
