L’esame di maturità del giugno 2021 potrebbe essere senza la prova scritta, come avvenuto lo scorso anno. Un esame più breve, quindi, su cui a decidere sarà il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, del Movimento 5 Stelle. Per garantire la sicurezza sanitaria a docenti, personale scolastico e studenti si prevede lo stanziamento di 30 milioni di euro, presi dal Fondo per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa. Per la decisione finale su esami di terza media e di maturità basterà un’ordinanza ministeriale che stabilirà se riutilizzare l’impianto dello scorso anno anche per la valutazione e magari per il ‘tutti promossi’ già applicato pochi mesi fa.
L’emendamento riguarda lo svolgimento degli esami di Stato del primo e del secondo ciclo per l’anno scolastico 2020/2021, con l’obiettivo di svolgerli per le scuole statali e paritarie “secondo gli standard di sicurezza sanitaria”. L’emendamento affida a un’ordinanza del ministro dell’Istruzione la possibilità di adottare specifiche misure per la valutazione degli apprendimenti e lo svolgimento dei medesimi esami, “tra le quali anche quelle che sono state previste per l’anno scolastico 2019/2020”. In sostanza si introduce l’ipotesi di ripetere l’esame di maturità nella forma già prevista lo scorso anno, senza le prove scritte.
L’emendamento alla legge di Bilancio viene criticato da Gabriele Toccafondi, responsabile scuola di Italia Viva ed ex sottosegretario all’Istruzione: “Con questo emendamento sembra che sarà il ministero, senza confronto, a decidere su esami di Stato e verifica degli apprendimenti di quest’anno scolastico. Faccio difficoltà a capire i tempi: siamo a dicembre e c’è tutto lo spazio per una discussione politica e di merito. Faccio fatica, ancora, a comprendere la modalità perché su un tema simile la discussione in Parlamento è fondamentale. In maggioranza non c’è stata alcuna discussione”.
