Ormai siamo alla resa dei conti fra Matteo Renzi e Giuseppe Conte. L’ultimo capitolo di un duello cominciato mesi fa lo ha scritto Matteo Renzi con un’intervista al Messaggero in cui conferma la volontà di andare fino in fondo per archiviare questa esperienza di governo.
“Conte ha sbagliato a chiudere così la verifica di governo” – spiega il senatore di Italia Viva – “noi abbiamo la schiena dritta e non cediamo sui contenuti in cambio di tre poltrone”. Il riferimento è a un passaggio della conferenza stampa di fine anno in cui il Presidente del Consiglio spiega di essere disposto ad andare in Parlamento per verificare il sostegno di cui gode; una scelta che Renzi giudica avventata: “Ha detto che verra’ in Parlamento, ma se ha scelto di andare a contarsi in Aula accettiamo la sfida”.
Appare chiaro il senso del messaggio di Renzi: nella sua lettura, questa esperienza di governo è finita. Se alla guida del prossimo esecutivo ci sarà ancora Conte dipenderà dalle scelte che i singoli attori faranno nei prossimi giorni. Italia Viva, insomma, è pronta a ritirare i ministri.
Sergio Mattarella non può essere contento del modo in cui il Presidente del Consiglio sta gestendo questa fase, ma per il momento non farà mancare il suo sostegno a quella che è anche una sua creatura politica. Per quanto riguarda Conte, la tentazione di provare a replicare in Parlamento quanto fatto con Salvini è forte, ma il rischio di un fallimento è alto.
I numeri al Senato sono più che preoccupanti: il gruppo Italia Viva – PSI può contare su 18 senatori e, dato il margine risicatissimo, non è pensabile farne a meno, anche ipotizzando che qualcuno scelga di non seguire fino in fondo Renzi. Da tempo si racconta di pontieri al lavoro per trovare un gruppetto di “responsabili” tra le fila di Forza Italia, del Misto o addirittura della Lega, ma è difficile ipotizzare che Conte possa gestire una fase cruciale per il Paese con la terza operazione di trasformismo politico (e da una posizione di indubbia debolezza).
