Sbarchi triplicati, immigrazione fuori controllo e forze dell’ordine allo stremo: è questa l’Italia che vogliamo?
Dal 1 gennaio ad oggi, da dati del Viminale, sono arrivate 15.198 persone contro le 4.261 del 2019. Il picco si è avuto a luglio con 7.067, il dato più alto degli ultimi tre anni.

Aggressioni, rivolte, fughe, e anche il rischio di contrarre il coronavirus: le forze dell’ordine sono allo stremo, e non per il caldo record che si registra in questi giorni. I centri di accoglienza sono ormai al collasso e se alcune nazioni, come la Francia, respingono i migranti (anche minori) al confine, il nostro governo chiude gli occhi e le orecchie davanti ad una situazione di grave emergenza. E a farne le spese sono, come sempre, i cittadini italiani.

E in tutto questo, le forze dell’ordine devono contrastare un’escalation di violenze da parte degli ospiti nei Centri di accoglienza. L’ultimo episodio? Marsala, qualche giorno fa, un agente riporta gravi lesioni durante l’inseguimento di 40 tunisini fuggiti dal Cas, che hanno aggredito i poliziotti con pezzi di vetro appuntiti e una spranga.

Domenico Pianese, segretario del Coisp, spiega la situazione:

Quest’estate stiamo assistendo a una recrudescenza senza precedenti in tutta Italia di fenomeni aggressivi da parte dei migranti nei Centri di identificazione e di rimpatrio. Questo è dovuto sia all’emergenza covid, e quindi alla necessità di sottoporre queste persone che arrivano da Paesi extracomunitari a protocolli sanitari obbligatori, ma anche al fatto che il sistema è al collasso, dal momento che ogni Centro ospita tanti migranti in più rispetto alle sue capacità. Quello che noi delle forze dell’ordine troviamo inconcepibile durante lo svolgimento del nostro lavoro è il fatto che queste rivolte nella maggior parte dei casi vengono premeditate e organizzate confezionando vere e proprie armi per aggredirci. Purtroppo, dunque, quello che riscontriamo è un sistema d’accoglienza che non sta riuscendo a far fronte alle esigenze di sicurezza del Paese e di tutti i cittadini. La nostra non vuole essere una sterile polemica politica sull’esclusivo malfunzionamento dell’accoglienza, tuttavia non possiamo non tener conto del fatto che i protocolli di intervento non stanno funzionando come dovrebbero. Le donne e gli uomini della Polizia fanno sempre il massimo per garantire la sicurezza del Paese, ma non possono più sopportare questa situazione: già costretti a turni massacranti, a ore di straordinario obbligate e a poche accortezze per la loro incolumità fisica, non possono rischiare persino la vita per arginare una situazione alla quale il governo non sembra voler porre rimedio.

Si accoda a questo grido di allarme anche il Sinafi, Sindacato nazionale finanzieri, rappresentato dal segretario Eliseo Taverna:

Siamo fortemente preoccupati per le condizioni in cui si trovano ad operare gli appartenenti alle forze di Polizia che operano nella gestione dei migranti che continuano ad arrivare sulle coste italiane, molti dei quali risultati positivi al Covid 19. L’accoglienza verso i più deboli, seppur rientra in una fondamentale vicinanza e solidarietà tra i popoli, deve avvenire con regole certe e in piena sicurezza, sia per gli operatori, sia per la collettività. Non è possibile scaricare sulle forze di polizia l’onere della gestione dei migranti, peraltro con modalità, regole e strutture che non diano certezze sotto l’aspetto della sicurezza. Per queste ragioni e fortemente sollecitati dai finanzieri che operano in prima linea nella gestione dell’immigrazione, nei giorni scorsi la segreteria nazionale ha scritto ai Prefetti delle province siciliane chiedendo un preciso intervento volto a contenere il fenomeno e ad implementare il livello di sicurezza nei centri di accoglienza.

Condividi l'articolo!
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
Share on print
slot gacor slot gacor slot gacor https://penjastoto.com/ penjas69 prediksi hk slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot mahjong