Parla l’assessore Razza: “da due mesi chiediamo aiuto al governo ma ci ignora”.
Lampedusa, da sempre meta e centro di raccolta per tutti gli immigrati, lancia un sos al governo, che non risponde.
La richiesta formulata dal Governo regionale, che ha fatto propria la dichiarazione di stato di calamità del consiglio comunale di Lampedusa, è del 26 giugno. Tra pochi giorni saranno due mesi di assoluto e inspiegabile silenzio da parte dell’esecutivo centrale che pare non voglia rendersi conto di ciò che invece è sotto gli occhi di tutti. È un’indifferenza che fa male perché Lampedusa rappresenta la porta d’accesso dell’Europa che come sempre, quando si parla di migranti, preferisce girarsi dall’altra parte. Così Bruxelles lascia sola Roma e Roma lascia sola la Sicilia ed i lampedusani in particolare.
Sull’isola si vive un’emergenza nell’emergenza, tra il Covid e i continui sbarchi. Nel frattempo però è arrivata la nave per la quarantena.
Il presidente Musumeci, che si è recato personalmente a Lampedusa per prendere visione direttamente dalla situazione che si vive nell’isola, ne aveva parlato per la prima volta in aprile! La nave è arrivata solo dieci giorni fa. Vabbè… Sono tornato due settimane fa, assieme al commissario Guido Bertolaso ed al capo della protezione civile Salvo Cocina, sul molo Favaloro e all’interno dell’hotspot rendendoci conto che poco o nulla era stato fatto. Nel frattempo abbiamo fatto noi: la Regione, superandosi nelle competenze, ha approvato la scorsa settimana un piano straordinario su Lampedusa. Anche perché manca la consapevolezza di questa emergenza sotto il profilo sanitario in grado di scongiurare i contagi. Quanto accaduto a Pozzallo è speculare alla situazione che si è verificata a Treviso. Quindi non è una lagnanza della Sicilia, si tratta semmai dell’ennesimo ritardo da parte del governo centrale su un tema noto già dalle prime fasi della pandemia. Musumeci ne parlò in febbraio… siamo a ferragosto. Faccia lei… [Sull’avvenuta segnalazione di questa necessità] Sì, più volte, ed esiste una interlocuzione su questo tema. Ma mentre si prolunga lo stato di emergenza, tranne che su Lampedusa, a Roma qualcuno pensa di fare lo scaricabarile sulle Regioni e tutto questo sta diventando insopportabile.
