CAOS TAMPONI: TUTTI GLI SBAGLI DI CONTE

Sono trascorsi otto mesi dall’inizio dello stato di emergenza, causato dal diffondersi dell’epidemia Covid: tanti giorni e ancora tanta incertezza su come affrontare l’emergenza sanitaria. Ci si chiede soprattutto cosa avverrà quest’inverno, se saremmo sottoposti ai tamponi, se sarà messo in circolo il vaccino. Tante domande e poche risposte dal Governo, che sembra brancolare nel vuoto dell’incertezza.

L’ultima trovata è quella dei test rapidi nelle scuole, che con un banale raffreddore costringono i bambini al ritorno a casa in attesa del test del tampone vero e proprio. E milioni, nel frattempo, sono stati spesi per i banchi monoposto piuttosto che nello screening rapido degli eventuali contagiati.

Tra gennaio e febbraio i sintomatici circolavano liberamente perchè i tamponi erano sottoposti solo a chi era malato di polmonite e proveniva dalla Cina. I contagi così aumentavano, considerando il contributo degli asintomatici in circolazione. Poi gli scontri sui test sierologici e le diatribe sulle “patenti di immunità” in vista delle vacanze estive.

Nel calcio fino alla scorsa settimana il protocollo prevedeva di sottoporre i campioni al test ogni quattro giorni. Poi Spadafora entusiasta ha annunciato la riduzione dei tamponi, oggi effettuati solo 48 ore prima del match.

L’Italia ha vissuto un vero e proprio caos sul tracciamento dei contagi, nonostante Conte si sia più volte dichiarato paladino della sicurezza, rasserenando gli italiani di adottare le migliori misure di prevenzione. Ad oggi, dopo otto mesi e dopo le migliaia di morti, non possiamo dire lo stesso.

CC

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