IL SEPARATISMO ISLAMICO DI FRANCIA


Lo smantellamento dei decreti sicurezza in Italia, avviene qualche giorno dopo che in Francia si inizia a parlare di “separatismo islamista” che sta diventando sempre più diffuso nel paese.
E’ infatti della scorsa settimana una dichiarazione di Macron, in cui ha svelato un piano di attuazione di procedure per contenere quello che sembra sempre più uno stato nello Stato francese.
La radicalizzazione islamica dei nuovi immigrati ma anche e sopratutto delle seconde e terze generazioni di immigrati, ha solidificato due delle tre principali caratteristiche che deve avere uno stato: un ordinamento (la sharìa islamica) e un popolo (i fedeli islamici). Manca appunto il territorio dove attuare e trovare uno spazio fisico ma, visto l’aumentare esponenziale della popolazione francese islamica e islamista e l’accelerazione dell’autoidentificazione di detta popolazione, non crediamo che ci vorranno tempi storici per il riconoscimento.
Queste le parole del Presidente Francese: “C’è in questo islamismo radicale, visto che è il cuore del soggetto, una volontà rivendicata di illustrare una organizzazione metodica per violare le leggi della Repubblica e creare un ordine parallelo di altri valori, sviluppare un’altra organizzazione della società”. “Dobbiamo contrastare il separatismo islamista che spesso si traduce nella costituzione di una contro-società”. Parole molto dirette e da un certo punto di vista anche allarmanti, visto l’animus che circola negli attivisti accoglienti, che non guardano al futuro conflittuale che una nazione, molto più accogliente prima di loro, sta subendo.
I punti-chiave del piano per combattere sono:
1) Formazione degli imam in Francia
2) Scuola a domicilio azzerata: lezioni a casa solo per motivi di salute
3) Insegnamento lingua araba a scuola aperto a francesi etnici e acquisiti
4) Fondi pubblici nei territori perduti per finanziare progetti educativi, culturali e sociali
5) Creazione dell’Istituto Scientifico di Islamologia
6) Introduzione di una legislazione “anti-golpe” da applicare in situazioni speciali
7) parificazione dell’islam con il cattolicesimo, ai sensi della legge sulla separazione tra stato e chiesa del 1905 (es. stop finanziamenti dall’estero).
La nota dolente è che la Francia, ingenuamente, pensa di poter contenere l’autoidentificazione religiosa islamica, rafforzando norme laiche giuridiche che non hanno la stessa forza inclusiva ed inclusivista di una forza religiosa spirituale. Men che meno di quella islamica che abbraccia completamente la vita di un fedele. Infatti basta vedere alcuni quartieri di città “accoglienti” (come quelle svedesi, francesi o inglesi, la stessa Londra ne è vittima), dove la presenza maggioritaria degli islamici, non permette più le libertà fondamentali tanto faticosamente raggiunte dal mondo occidentale (i video su youtube si sprecano).
Purtroppo, non solo in Italia si fa finta di non vedere, ma il governo PD-5S sta accelerando per seguire una strada senza via di uscita già percorsa da altre nazioni e che si vuole seguire senza tener conto delle conseguenze che gli altri paesi stanno subendo.
Dal Sacro Romano Impero, assisteremo all’ Akbar al-Islam Impero con un imam che incoronerà il sultano di Francia?


Massimiliano De Noia

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