«Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private».
Così recita l’ultima versione del Dpcm pubblicata sul sito del Governo. Il ruolo dei sindaci sembrerebbe quindi centrale nella gestione della movida, spettando a loro le decisioni in merito alla chiusura di determinate piazze o vie cittadine. Ciò ha infiammato lo scontro tra Governo e l’Anci, a cominciare dal suo presidente, il sindaco di Bari Antonio Decaro, che ha accusato il Governo di giocare allo “scaricabarile”. Decaro si chiede:
Saranno le forze dell’ordine a controllare le aree pubbliche in cui sarà vietato l’ingresso e a riconoscere residenti e avventori dei locali? I cittadini non si sposteranno da una piazza a un’altra? Nei momenti difficili le istituzioni si assumono le responsabilità non le scaricano su altre istituzioni con cui lealmente dovrebbero collaborare. I sindaci sono abituati ad assumersi le loro responsabilità. Vorremmo che tutte le istituzioni facessero lo stesso».
Ieri, a serata inoltrata, ci sarebbe stata una telefonata di chiarimento tra Conte e Decaro, in cui il Premier, per placare la rabbia del sindaco pugliese, avrebbe detto di attendere nuovi chiarimenti. E ancora una volta le incertezze regnano sovrane.
CC
