Torna l’Assegno di ricollocazione con CIG e NASPI

Molte le misure di sostegno al reddito presenti  nella nuova  legge di bilancio, che continua il lavoro dei decreti legge emergenziali  contro la crisi economica portata dal Coronavirus. Al comma 324 dell’art. 1  si riaffaccia la possibilità dell’assegno di ricollocazione  per i lavoratori in cassa integrazione o che hanno esaurito la NASPI.

Grazie ad un nuovo programma europeo React EU viene infatti  istituito un nuovo Fondo presso il Ministero del lavoro destinato ad essere gestito da ANPAL  che prevede un nuovo programma nazionale di misure di politiche attive per il lavoro, denominato GOL: “Garanzia di occupabilità dei lavoratori”, con precorsi di formazione orientamento  sostegno alla ricollocazione 

Le modalità attuative specifiche dovranno essere definite da un decreto del ministero del lavoro di concerto con il ministero dell’economia entro il 1 marzo 2021. Nel 2021  in attesa della messa a punto del nuovo programma, circa metà dei  500 milioni di risorse previste saranno destinate  al ritorno e ampliamento dell’assegno di ricollocazione  a molte categorie di lavoratori cui era stato tolto  nel 2019 .

Ricordiamo  che l’assegno di ricollocazione era stato  introdotto sperimentalmente nel 2016 ed entrato a regime dal 2017, e prevedeva un bonus fino a 5mila euro per ciascun disoccupato, destinato al finanziamento di misure di orientamento e formazione. Il contributo veniva erogato alle agenzie per il lavoro accreditate e ai centri per l’impiego che prendevano in carico il lavoratore, ma solo in caso di raggiungimento dell’obiettivo di ricollocarlo in un nuovo posto di lavoro. La possibilità era stata ampliata nel 2018 anche ai lavoratori non ancora privi di occupazione ma coinvolti in piani di ristrutturazione aziendale che prevedessero la Cassa integrazione. 

A seguito del Decreto Legge n. 4 del 28 gennaio 2019 in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni, era stata stabilita la sospensione fino al 31 dicembre 2021 dell’erogazione dell’assegno di ricollocazione ai soggetti beneficiari di NASpI da almeno 4 mesi.  La misura restava in vigore solo per i  disoccupati percettori di Reddito di cittadinanza  inseriti in percorsi di ricollocazione lavorativa

La  nuova norma prevede che l’assegno di ricollocazione  venga assicurato  a tutti  coloro che si trovino in una delle seguenti condizioni: 

  • collocazione in cassa integrazione guadagni per sospensione 
  • collocazione in cassa integrazione guadagni per cessazione dell’attività 
  • percezione della NASPI da oltre quattro mesi. 

Restano escluse le persone che beneficiando degli ammortizzatori sociali possono raggiungere i requisiti di accesso alla pensione. L’efficacia delle disposizioni  citate  è comunque condizionata all’approvazione da parte delle autorità europee.

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