La maggioranza del Parlamento europeo ha bocciato l’emendamento sull’utero in affitto. Si trattava di un testo che condannava la maternità surrogata in quanto “reato universale che compromette l’integrità fisica delle donne e i diritti del bambino, aumentando lo sfruttamento commerciale del corpo delle donne e riducendo la persona a una merce”. Parole dure queste, contenute in un testo a prima firma dell’eurodeputata leghista Simona Renata Baldassarre, che però non è passato.
“La battaglia contro l’utero in affitto, cioè la schiavitù del terzo millennio, non ha colore politico, non è di parte, non è ideologica, ma riguarda la dignità umana – dichiara l’europarlamentare della Lega – Prova ne è anche il voto del Parlamento Europeo, trasversale nei no e nei sì”.
L’emendamento, bocciato con 429 no, 142 sì e 87 astenuti, era stato presentato da un gruppo di 41 parlamentari provenienti da gruppi politici e nazionalità differenti.
Tra coloro che avrebbero voluto inserire il paragrafo nella Relazione annuale, oltre naturalmente a esponenti di Identità e Democrazia, di cui fa parte anche la Lega, figurano anche iscritti al Pd e al M5s: per il gruppo Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D) ha votato a favore Caterina Chinnici, Elisabetta Gualmini, Franco Roberti, Patrizia Toia; della delegazione di parlamentari del M5s, che attualmente appartiene al gruppo dei Non-Iscritti, hanno votato a favore della proposta emendativa Mario Furore (che è anche tra i firmatari del testo), Sabrina Pignedoli, Daniela Rondinelli. All’inizio di dicembre, dopo la scissione, quattro eurodeputati ex pentastellati, Ignazio Corrao, Eleonora Evi, Piernicola Pedicini e Rosa D’Amato sono transitati tra le fila del gruppo parlamentare dei Verdi. Da quanto emerge dall’elenco i quattro ex M5s, a differenza dei colleghi, si sono astenuti.
Singolare anche il comportamento del PPE, la ‘casa’ europea di Forza Italia: Massimiliano Salini è stato l’unico eurodeputato a sostenere l’emendamento. “Sono dispiaciuta anche per le scelte di alcuni colleghi di FI, che hanno preferito astenersi, piuttosto che combattere una sacrosanta battaglia di civiltà. E prendo anche atto che a Bruxelles sui temi che riguardano la famiglia, la confusione regna sovrana: sull’utero in affitto, a parte qualche deputato ‘libero’, 5Stelle e Pd non sono riusciti a esprimere una posizione unitaria”, commenta Simona Renata Baldassarre, che aggiunge: “Il nostro impegno non si ferma qui, continueremo a denunciare questo business da 6 miliardi di dollari l’anno, a fare informazione e controinformazione, sensibilizzando la politica e l’opinione pubblica”.
