Draghi: ecco la sua idea per non aumentare le tasse

Progressività fiscale, rimodulando le aliquote, ma senza aumentare le tasse. E’ questa l’idea di riforma del fisco che il premier incaricato Mario Draghi ha illustrato questa mattina alle forze politiche durante le consultazioni. Le delegazioni ribadiscono che il premier ha illustrato i temi programmatici che verranno poi dettagliati quando chiederà il loro voto in Parlamento, nessun cenno quindi alla squadra, e con alcuni si è soffermato sul tema del fisco. “Nessuno spazio per la flat tax”, riferiscono alcuni parlamentari, ma piuttosto ribadire il principio della progressività fiscale senza però aumentare la
pressione. Altro tema caro all’ex governatore della Bce, sempre secondo quanto raccontano le delegazioni che lo hanno incontrato questa mattina, è la lotta all’evasione fiscale, che è elevata e non può essere considerata come un dato di fatto. Draghi ha anche affrontato la questione vaccini, facendo capire chiaramente che la campagna vaccinale è in cima alle sue priorità. Ne ha parlato con tutte le delegazioni incontrate questa mattina e ad alcuni di loro, riferiscono, ha anche fatto sapere che ci sono buone notizie dall’Europa sui contratti per i vaccini. Draghi ha parlato anche della necessità di migliorare la logistica nel nostro paese nella distribuzione delle vaccinazioni e sottolineato che gli insegnanti sono tra le categorie che devono avere la priorità nell’accesso al vaccino, insieme alla maggior diffusione dei tamponi, in particolare per gli studenti. Con alcuni dei gruppi incontrati oggi l’ex governatore della Bce ha anche sollevato il tema della necessità di recuperare la fiducia per uscire dalla condizione psicologica legata alla pandemia, fiducia che è fattore fondamentale per la ripresa degli investimenti e dell’economia.

Mario Draghi sta portando avanti il secondo giro di consultazioniu, incontrando i grandi partiti, mentre domani anche le parti sociali e le autonomie. Poi il presidente incaricato potrebbe salire al Colle per riferire al capo dello Stato, Sergio Mattarella. E se fosse confermato il sostegno ampio dei partiti che sembra esserci, Draghi potrebbe sciogliere la riserva e presentare la lista dei ministri poco dopo. Il Quirinale auspica il giuramento nel fine settimana. A guidare la delegazione di Forza Italia sarà Silvio Berlusconi, giunto questa mattina a Roma. Al centro dei confronti di oggi, c’è il programma del nuovo esecutivo e non la squadra di ministri che dovrebbe essere formata da un mix di tecnici e politici. L’agenda di Draghi è pronta e punta su crescita, scuola, vaccini. In campo ci sarebbero anche alcune riforme: pubblica amministrazione, fisco, giustizia civile, mentre sulla scuola c’è l’ipotesi di allungare l’anno scolastico per recuperare le lezioni perse. Il piano vaccinale sará al centro del programma del governo Draghi essendo l’emergenza più imminente per la ripresa dell’occupazione e dei consumi. Il premier incaricato si aspetta una ripresa molto lenta, per questo occorre tutelare le persone che non avranno il lavoro, le imprese, ma anche le banche. Intanto, i pentastellati hanno giá annunciato che dalle 13 di domani, alla stessa ora di giovedì 11 febbraio, gli iscritti del Movimento 5 Stelle voteranno sul Governo Draghi, tramite la piattaforma Rousseau.

La delegazione di Liberi e Uguali ha ribadito, nel corso dell’incontro per le consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato, “la necessità di arrivare alla riforma degli ammortizzatori sociali”, ha detto Loredana De Petris, senatrice di Liberi e Uguali e presidente del gruppo Misto, parlando ai giornalisti in sala della Regina a Montecitorio. Anche nell’emergenza creata dalla pandemia “si è vista – ha osservato – la necessità di mettere in campo un ammortizzatore sociale unico, universalistico, tanti sono in difficoltà, tanti sono senza protezione”. “Abbiamo riconfermato a Draghi la nostra disponibilitá ad accogliere l’appello del presidente Mattarella”, ha aggiunto Federico Fornaro, capogruppo di Leu alla Camera, sottolineando che “l’incontro si è concentrato solo su aspetti di carattere programmatico”. “Abbiamo posto questioni di programma che sono per noi caratterizzanti – ha proseguito – non solo per l’alleanza ma soprattutto per l’idea di societá che abbiamo. Per noi rimane centrale la prosecuzione del blocco dei licenziamenti fino alla fine della pandemia”; inoltre va affrontato “il tema del fisco in una logica europea, con progressivitá, equitá e lotta a evasione”. Fornaro ha infine auspicato “che Leu, M5S e Pd possano concordare un atteggiamento univoco sul Governo, ci riserveremo di dare una valutazione complessiva dopo che Draghi avrá compiuto le ulteriori fasi”.

“Condividiamo gli obiettivi di Draghi e vogliamo che questo governo raggiunga il risultato. Il nostro gruppo è nato con l’appello del presidente Mattarella ai costruttori, poi Mattarella ha fatto un secondo appello per fare questo governo e siamo lieti che il 90% del Parlamento italiano è diventato euriopeista e costruttore”, aveva affermato poco prima Ricardo Merlo del gruppo Europeisti-Maie al termine delle consultazioni. “L’europeismo è la chiave di lettura di questo governo che si sta formando -ha spiegato Gregorio De Falco dello stesso gruppo- bisogna rendere strutturali, ha detto Draghi, la capacitá dell’Europa di essere soggetto politico ed economico unitario, la necessitá di creare un bilancio europeo per mutualizzare il ricorso al Recovery fund”.

“Abbiamo avuto un incontro molto positivo con Draghi, che ci ha illustrato i punti del programma da noi fortemente condivisi, a partire dal fatto che il Governo avrá un programma fortemente europeista e un impianto ancorato fortemente all’atlantismo, e che sará un Governo di grande sostenibilitá ambientale”, ha detto la senatrice ed ex ministra di Italia viva Teresa Bellanova, aggiungendo che occorre “far ripartire i cantieri per creare opere utili
al Paese e riattivare posti di lavoro. Bisogna sostenere fortemente il settore del turismo e tutte le attivitá produttive con strumenti che devono essere assolutamente non finanziamenti a pioggia ma di incentivo agli investimenti. Su questo abbiamo garantito, con Renzi e i due capigruppo, il totale sostegno di Italia viva a questo impianto e alle scelte che Draghi vorrá portare avanti”. Bellanova ha auspicato che “si concluda rapidamente questo lavoro in modo che si possa andare in Parlamento, acquisire la fiducia e lavorare per il bene del Paese”.

“Mi auguro che il presidente Draghi voglia dire basta al metodo di limitare la libertà delle persone a colpi di Dpcm”, ha detto la leader di FdI, Giorgia Meloni, al termine delle consultazioni con il premier incaricato. La Meloni ha anche riferito di aver chiesto “la riapertura di tutte le attività, ovviamente nel rispetto del protocollo anti-Covid”. Quello con Draghi “è stato un incontro basato sui contenuti, ci limitiamo a un confronto franco su questo. Non mi aspettavo che Draghi potesse leggere le nostre proposte ieri notte, ma la nostra posizione è immutata. Non voteremo la fiducia ma faremo opposizione responsabile e patriottica”. Cosi’ la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, al termine delle consultazioni.

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha ribadito la piena fiducia del partito nei confronti di quello che il numero uno dei Dem ha definito “il professor Draghi”, ha dichiarato che “squadra e profilo di governo spettano a Draghi”, ha sottolineato che nei confronti della Lega non esistono veti, anche se ha precisato che Pd e Carroccio restano due forze alternative. E a proposito del rapporto con il M5s ha dichiarato che “è molto molto importante”. Zingaretti ha insistito sull’esperienza giallorossa e ha sottolineato che mai più vorrà vedere un Pd “debole e isolato” come quello uscito dalle elezioni politiche del 2018 e dopo la scissione di Iv. Sulle polemiche nate dopo la scelta da parte dei vertici del Pd di un’alleanza strategica con il M5s, Zingaretti ha dichiarato che “il Pd non è mai stato così unito” e ha precisato che “un congresso ora sarebbe da marziani”. A proposito del programma di governo, Zingaretti ha citato “la riforma fiscale con pilastri indicati di progressività fiscale, rifiuto di proporre nuove tasse, rifiuto della cultura dei condoni come soluzione di questo tema che sarebbe sbagliata e attenzione alla fiscalità sul lavoro”. Il segretario del Pd ha aggiunto: “Siamo veramente molto soddisfatti per le linee guida e abbiamo apprezzato l’approccio culturale, strategico del professore. Crediamo che i contenuti e la visione sono sicuramente garanzia di serietà, stabilità, forza e autorevolezza della sfida governativa del professor Draghi. Non possiamo che confermare la nostra fiducia”.

E’ stata poi la volta di Forza Italia e Slvio Berlusconi. Il presidente del partito azzurro ha sottolineato che “quello che nasce è un governo che si fonda sull’unità del Paese e delle forze politiche senza preclusioni alcune. E’ la risposta a una grave emergenza e durerà il tempo necessario per superarla. Ho confermato al presidente incaricato il sostegno di Forza Italia con la sollecitazione di fare scelte di grande profilo tenendo conto delle indicazioni dei partiti, ma decidendo in piena autonomia”, aggiunge. “Se nascerà questo governo l’Italia riuscirà a sollevarsi e a guardare avanti”, assicura.

Matteo Salvini, leader della Lega, a proposito del colloquio con Draghi, ha spiegato: “E’ stato un incontro molto intenso e utile, spero reciprocamente, stimolante, abbiamo parlato di tante cose, non di ministeri governi politici e tecnici e non ne parleremo perché abbiamo fiducia nell’idea di squadra per l’Italia che ha il professor Draghi. Abbiamo parlato di Europa, il nostro obiettivo è che l’Italia torni protagonista in Europa. Ci interessa che si faccia l’ interesse nazionale in Ue. No all’austerità, ed è condiviso. No a patto, lacrime e sacrifici. Mi fa piacere che il professor Draghi abbia citato il modello Genova, con burocrazia zero, mi fa piacere che abbia condiviso la nostra idea. Sul piano vaccinale qualcosa non ha funzionato, altrimenti non staremmo qui a parlarne”

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