Gli scatoloni sono ormai pronti per Giuseppe Conte, prossimo a traslocare da Palazzo Chigi dove al momento è ancora di stanza per il disbrigo degli affari correnti. Entro questa settimana, Mario Draghi infatti dovrebbe giurare come nuovo Presidente del Consiglio.
Impallinato da Matteo Renzi e “tradito” in qualche modo da tutti quei possibili responsabili che alla fine non si sono palesati, dopo quasi tre anni e due governi “l’avvocato del popolo” si appresta all’uscita di scena.
Come però fatto intendere dalla sua ultima conferenza stampa, Conte ha dato la disponibilità a essere a disposizione del Movimento 5 Stelle anche se ha escluso un incarico nel nuovo governo che sta nascendo.
Per Giuseppe Conte il futuro comunque dovrebbe essere ancora in politica: forte dell’alto tasso di popolarità di cui ancora gode nel Paese, potrebbe essere lui la nuova guida dei 5 Stelle mentre, nelle ultime ore, si è parlato di un suo possibile approdo in Parlamento grazie alle elezioni suppletive per un seggio vacante alla Camera che si svolgeranno nel collegio uninominale di Siena.
Una volta che sarà formalizzato il passaggio di consegne a Palazzo Chigi con Mario Draghi, Giuseppe Conte dopo essere stato “prestato” alla politica tornerà a fare l’avvocato e a dedicarsi alla sua carriera accademica.
Difficile però immaginare un disimpegno politico, visto che sulla sua figura è incentrato quel disegno strategico che vorrebbe il Partito Democratico alleato in maniera strutturale con il Movimento 5 Stelle, in una coalizione giallorossa allargata anche alla sinistra e ai Verdi.
Non è un caso che uno dei retroscena di questa crisi di governo è quello di un Renzi, viste le difficoltà nei sondaggi di Italia Viva, desideroso di rompere questo asse PD-M5S per porre le basi di un rientro progressivo tra i ranghi dei dem, magari con un nuovo segretario (Bonaccini?) al Nazareno.
Al momento comunque lo stesso Giuseppe Conte ha smentito l’ipotesi di una sua candidatura a sindaco, sostenuta dal blocco giallorosso con un passo indietro di Virginia Raggi, alle elezioni a Roma.
Nell’immediato non ci dovrebbe essere neanche una scalata al Movimento 5 Stelle, visto il momento di caos totale per i grillini spaccati sul sostenere o meno il governo Draghi: a decidere alla fine sarò il voto su Rousseau, ma una scissione non è ugualmente da escludere.
L’ultima voce in ordine di tempo sul destino politico di Conte è quella su una possibile candidatura alle elezioni suppletive nel collegio alla Camera di Siena, reso vacante dall’addio dell’ex ministro Padoan.
Si tratterebbe di un collegio blindato dove nel 2018 il centrosinistra ha vinto con il 36% e il Movimento 5 Stelle ha ottenuto il 22%. Resta da capire adesso se Giuseppe Conte deciderà di cimentarsi in un voto che si dovrebbe tenere entro il 31 marzo.
