M5S, altra giravolta: Grillo vuole come ministra quella che additava “cugina di Renzi”

Qualcuno ricorderà la “cugina di Renzi”, quella che i grillini avevano linciato a inizio 2018 in piena campagna elettorale sostenendo la parentela con l’attuale leader di Italia Viva, perché proprietaria dell’azienda di sacchetti bio, che da quel primo gennaio si sarebbero pagati un paio di centesimi al supermercato. Fu scandalo per il M5s, e volarono post grondanti indignazione per il conflitto di interessi. Tuonò anche Paola Taverna, sostenendo che in quel modo si stava finanziando la campagna elettorale del Pd ancora guidato da Renzi. E con lei tutti i militanti furiosi.

In realtà non c’era alcuna parentela con i Renzi, chiamandosi Catia Bastioli. L’unico legame venne dalle nomine fatte dal futuro leader di Italia Viva quando predicava quote rose e cercò manager donne da piazzare alla presidenza di società pubbliche (rosa sì, ma senza poteri, perché quelli andarono solo agli ad, tutti maschi). La  Bastioli fu nominata presidente di Terna, e finito il mandato tornò a guidare la sua Novamont.

Ora miracolo dei miracoli Grillo propone lei- la vecchia “cugina di Renzi”- come ministro in quota M5s per l’agognato nuovo ministero della transizione ecologica. E per fare sbocciare l’amore è bastato un amico in comune che portò Grillo a visitare gli stabilimenti con la Bastioli. Lei gli ha spiegato rivoluzioni avveniristiche di quelle che fanno restare a bocca aperta l’Elevato.

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