“Sulla consegna dei vaccini” in Europa, AstraZeneca sta facendo “sforzi” ma “non del suo meglio”, come previsto dai contratti con l’Ue. Lo ha scritto il commissario Ue per il Mercato unico, Thierry Breton, su Twitter.
“Vedo degli sforzi” da parte della casa farmaceutica anglo-svedese “ma non il ‘massimo sforzo possibile’. Questo non basta per rispettare gli obblighi assunti nel primo trimestre”, ha evidenziato Breton, aggiungendo che “è tempo che il board di AstraZeneca si assuma la sua responsabilità fiduciaria e faccia ciò che serve per adempiere agli impegni”.
La campagna vaccinale è “talmente importante per tutti i cittadini europei e per il mondo intero che è essenziale che il consiglio di amministrazione di AstraZeneca adotti tutte le misure per rispettare gli impegni che sono stati presi”, ha aggunto Breton, parlando ai giornalisti.
A Berlino, il ministro della Salute tedesco Jens Spahn ha detto: “Deploro che sulle basi delle valutazioni attuali alcuni paesi abbiano interrotto la somministrazione di AstraZeneca”. “Bisogna trovare il giusto bilanciamento fra l’attenzione e il fatto di evitare di suscitare allarme”, ha affermato Spahn.
Intanto AstraZeneca ha ridotto ulteriormente la sua previsione di forniture di vaccini all’Unione europea nel primo trimestre a circa 30 milioni di dosi, pari a un terzo dei suoi obblighi contrattuali iniziali previsti per 90 milioni di dosi. È quanto si legge sul sito di Reuters che cita un documento dell’azienda datato 10 marzo e condiviso con esponenti Ue. La casa anglo-svedese prevede ora di consegnare 30,1 milioni di dosi entro la fine di marzo, quasi dieci milioni in meno rispetto anche a quanto assicurato a Bruxelles a fine febbraio dal ceo Pascal Soriot.
