Bonus partite IVA, gli aiuti a fondo perduto saranno distribuiti su 5 fasce: secondo le ultime novità, i contributi spetteranno in base alla perdita di fatturato tra gennaio e febbraio 2021 e lo stesso bimestre 2019.
La percentuale applicata all’importo dei contributi è parametrata su una scala che si riduce all’aumentare del fatturato.
Secondo le anticipazioni del Sole 24 Ore, anche le imprese con fatturato fino a 10 milioni di euro potranno chiedere gli aiuti del DL Sostegni: una novità rispetto alla bozza datata 1° marzo, l’unica finora in circolazione, che invece limitava la possibilità di richiedere il fondo perduto a 5 milioni di fatturato.
L’attesa delle partite IVA è quasi terminata: l’approvazione del DL Sostegni è prevista per il 19 marzo. Il Consiglio dei Ministri dovrà dare l’ok al provvedimento economico, da cui dipendono non solo i contributi a fondo perduto, ma anche altre novità come lo stralcio delle cartelle sotto i 5.000 euro e la proroga di alcune scadenze fiscali.
Tra le misure più attese però ci sono senza dubbio i contributi a fondo perduto, viste anche le nuove chiusure obbligatorie e l’impossibilità di guadagnare.
Secondo le anticipazioni del Sole 24 Ore, gli aiuti alle partite IVA saranno erogati su 5 fasce:
- 30% fino a 100mila euro di fatturato;
- 25% tra 100mila e 400mila;
- 20% tra 400mila e un milione;
- 15% tra 1 milione e 5 milioni;
- 10% tra 5 e 10 milioni.
Rispetto alla bozza del DL Sostegni del 1° marzo, quindi, c’è una fascia in più: quella tra i 5 e i 10 milioni di euro.
Avremo la certezza soltanto quando il testo ufficiale del decreto verrà pubblicato.
Il sottosegretario MEF Claudio Durigon assicura che entro fine aprile i contributi saranno sul conto corrente. Una sfida non indifferente quella che Sogei e Agenzia delle Entrate si trovano davanti, visto che rientrano nei parametri per fare domanda 3 milioni di aziende e 800mila lavoratori autonomi.
I primi pagamenti dovrebbero partire dopo Pasqua, e poi i bonifici saranno completati entro il 30 aprile.
Le domande verranno gestite dall’Agenzia delle Entrate, che effettuerà i controlli sulla veridicità delle autodichiarazioni dopo l’erogazione dei contributi.
